Anticipo TFR Dipendenti Pubblici come cambia in meglio!

immagine che raffigura dei mucchietti di soldi man mano crescenti simbolo del tfr che i dipendenti pubblici e statali hanno accumulato nel corso del loro servizio. L'articolo parla infatti proprio dell'anticipo tfr dipendenti pubblici e di come il decreto ministeriale abbiamo migliorato la modalità e le tempistiche di liquidazione per alcuni di loro.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno ai primi di luglio di quest’anno ha finalmente firmato il Decreto Ministeriale o DPCM!

Il decreto si esprime in materia di anticipo liquidazione TFR / TFS pubblico impiego.
Quella che viene anche definita comunemente definita anche buonuscita statali e pubblici dipendenti.

Abbiamo già parlato in un precedente articolo della definizione e della differenza tra TFR e TFS.
Spesso infatti vengono erroneamente confusi tra loro.
Ormai è uso comune parlare del TFS come di TFR pubblico impiego o TFR dipendenti pubblici / TFR statali!

Quello che ci interessa di capire in questo articolo è invece come, la firma del Decreto Ministeriale del Ministro Bongiorno offre la possibilità ai dipendenti pubblici di ottenere in tempi brevi la liquidazione del loro TFR.

 

Decreto Ministeriale 2019 in materia di liquidazione TFR dipendenti pubblici – TFS:

Il Decreto Ministeriale 2019 in materia di liquidazione TFS dipendenti pubblici è stato firmato ai primi di luglio di quest’anno dal Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno.

Il decreto in oggetto, va ad attuare quanto stabilito dal decreto 4/2019 in materia di anticipo TFR dipendenti pubblici e statali.
Per capirci è lo stesso “decretone” che si esprimeva in merito anche al reddito di cittadinanza e quota 100.

Cosa cambia dopo il Decreto Ministeriale firmato dal Ministro Bongiorno in materia di anticipo TFR a dipendenti pubblici e statali?

Liquidazione TFR dipendenti pubblici e statali – cosa cambia in meglio

Con il decreto ministeriale firmato dal Ministro Bongiorno, cambiano le modalità e le tempistiche con cui i dipendenti pubblici e statali possono ottenere il pagamento del TFR.
Finalmente questo avverrà in tempi più rapidi rispetto al passato!

A chi si rivolge

Gli effetti del decreto ministeriale 2019 in materia di liquidazione e anticipo tfr si rivolge ai dipendenti pubblici e statali.
Quelli che sono prossimi al pensionamento, oppure quelli già in pensione ma che non hanno ancora ottenuto il pagamento del loro TFR / TFS.
Inoltre il TFR / TFS in questione non deve essere superiore ai 45.000 euro!

Perciò non si rivolge a tutti indistintamente.
Bensì a una distinta fetta di dipendenti pubblici e statali prossimi alla pensione o già in pensione!

Liquidazione TFR dipendenti pubblici – nuova modalità di erogazione

Prima del Decreto ministeriale, le modalità di pagamento e le tempistiche di liquidazione del Tfr / TFS erano le seguenti.
Per importi pari o inferiori ai 50.000 euro era previsto il pagamento TFR / TFS in un’unica soluzione dopo un arco di tempo che andava dai 12 ai 24 mesi;

Dopo il decreto ministeriale, le modalità di pagamento e le tempistiche sono variate!
Per importi non superiori ai 45.000 euro l’intero pagamento del TFR avviene in una sola volta entro massimo 75 giorni dalla presentazione della domanda di richiesta TFR.

Questi quindi i nuovi tempi di pagamento del TFR statali e dipendenti pubblici!
Non male vero?

È interessante sapere che questa somma di denaro viene erogata ai dipendenti pubblici e statali sotto forma di prestito bancario.
Rappresenta perciò a tutti gli effetti un contratto di finanziamento!
Per questo si parla anche di “anticipo TFR dipendenti pubblici” o “anticipo TFS “.

 

Foto raffigurante adulti seduti attorno ad una scrivania per di un istituto di credito che ha aderito all'accordo abi per richiedere un anticipo tfr dipendenti pubblici in seguito al nuovo decreto ministriale firmato dal ministro Giulia Bongiorno

Anticipo TFR dipendenti pubblici

Anticipo TFR dipendenti pubblici

Chi anticipa l’importo del TFS in un’unica soluzione è l’istituto di credito scelto precedentemente dal dipendente pubblico o statale che noi definiemo “beneficiario” o “richiedente”.
Gli istituti di credito dovrebbero applicare a tale finanziamento dei tassi d’interesse convenienti che verranno pubblicati ogni mese da Banca d’Italia.

È stato previsto infatti un regime di tassazione agevolato per questo particolare tipo di contratto di finanziamento:

  • esente da imposta di registro;
  • esente da imposta di bollo;
  • esente da altro tipo di imposta indiretta;
  • esente da altro tributo o diritto;
  • aliquota IRPEF ridotta sull’indennità di fine servizio su questa quota di reddito.

Chi restituisce la somma di denaro anticipata dall’istituto di credito?

La restituzione della somma di denaro all’istituto di credito verrà effettuata direttamente dall’ente che eroga il TFS / TFR nei modi e nei tempi previsti dal contratto.
Tutto questo è stato reso possibile anche grazie all’accordo quadro stretto con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale in oggetto.

Accordo quadro 2019 su anticipo TFS – Attori coinvolti

L’accordo quadro è avvenuto tra:

  • Abi – Associazione Bancaria Italiana;
  • Ministri del lavoro e delle politiche sociali;
  • Ministri dell’Economia e delle finanze;
  • Ministri per la Pubblica amministrazione con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale in oggetto.

 

Fasi per richiedere l’anticipazione TFR / TFS una volta cessato il rapporto di servizio

Cosa deve fare in pratica un dipendente pubblico / statale interessato a beneficiare di questo anticipo?

  • recarsi presso l’ente erogatore il TFR / TFS e richiedere un certificato che attesti il suo diritto a ottenere l’anticipo TFR/TFS;
  • solo successivamente, rivolgersi a uno degli istituti di credito aderenti all’accordo quadro richiedendo l’anticipo;
  • la banca in questione verificherà presso l’ente di erogazione del TFR/TFS se il richiedente ha realmente i requisiti richiesti per legge;
  • se l’esito di tale verifica è positivo, l’ente erogatore il TFR / TFS rilascerà all’istituto di credito un benestare così entro i successivi 15 giorni il richiedente otterrà l’anticipo richiesto.

Inoltre va precisato che ai 75 giorni massimo che devono intercorrere tra la data di presentazione della domanda di certificato d’idoneità all’ente erogatore e l’accredito dell’anticipo di TFR dipendenti pubblici, si sommano anche:

  • i tempi di presentazione da parte dell’interessato della domanda di anticipazione all’istituto di credito prescelto;
  • e i tempi d’istruttoria interna da parte della banca.

 

Documenti necessari per richiedere l’anticipazione TFR / TFS presso l’istituto di credito prescelto

Quali sono i documenti che devi avere prima di recarti presso un istituto di credito che ha aderito all’accordo quadro e chiedere un anticipo TFR dipendenti pubblici?

  • documenti d’identità in 2 copie;
  • codice fiscale dell’interessato;
  • ultimi 2 cedolini della pensione;
  • ultimo cud;
  • prospetto TFS che può essere richiesto all’istituto erogatore il TFR / TFS;
  • Iban dove sul quale si vuole ricevere l’accredito dell’importo della liquidazione anticipato dalla banca.

Contattaci al numero verde 800929928 per avere maggiori informazioni su questo particolare tipo di finanziamento!

Oppure, compila la nostra scheda di contatto!
Verrai richiamato da un nostro consulente per verificare se hai i requisiti per richiedere l’anticipo su TFR dipendenti pubbli e ottenere un preventivo del tutto gratuito e senza impegno.

Ricorda di leggere anche il nostro precedente articolo sulla differenza tra TFR e TFS se ancora non l’hai fatto!

 

Siriofin SPA

Differenza tra TFR e TFS : modalità e tempi di liquidazione

Differenza tra tfr e tfs spesso vengono confusi ma è un errore. Facciamo un pò di chiarezza, il TFS è il Trattamento di Fine Servizio per dipendenti pubblici, quello che per i dipendenti privati è il TFR o Trattamento di Fine Rapporto

C’è molta confusione sul tema.

Perciò iniziamo con il chiarire cos’è il Trattamento di Fine Servizio anche abbreviato con la sigla TFS.
Molto spesso anche definito TFR statali e dipendenti pubblici.

Capiamo perciò la differenza tra TFS e TFR!

 

Cosa significa liquidazione TFS / TFR dipendenti pubblici:

Per TFS dipendenti pubblici, s’intende letteralmente Trattamento di Fine Servizio o Indennità di Fine Servizio.
Anche chiamato Indennità di Buonuscita statali o IBU.
É un rimborso che in Italia viene versato ai dipendenti pubblici statali alla fine appunto del loro rapporto di lavoro.
Ma non viene versato a tutti i dipendenti pubblici statali!
Bensì solo a quelli assunti prima del 2001.

 

Differenza tra TFR e TFS:

Spesso si parla indistintamente di TFR e TFS ma non è propriamente esatto.
Differenza tra TFR e TFS:

Il Trattamento di Fine Rapporto – TFR:

Il Trattamento di Fine Rapporto o TFR infatti, matura nel corso degli anni di lavoro di un dipendente.
Consiste in accantonamenti di denaro di una quota di retribuzione.
Una sorta di salario differito il cui accantonamento è totalmente a carico del datore di lavoro.

Che fine fa il TFR INPS accantonato dal lavoratore?

Quando il dipendente ottiene il pagamento del TFR INPS accantonato durante i suoi anni di lavoro?

Liquidazione TFR INPS, le opzioni possibili di come destinare il TFR:

  • Opzione 1: TFR INPS liquidazione – Il dipendente entra in possesso del suo TFR INPS accantonato durante gli anni di lavoro solamente nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro.
    Indipendentemente dalle motivazioni per cui quest’ultimo avvenga.
  • Opzione 2: TFR destinato tutto a un fondo di previdenza complementare.
  • Opzone 3: Anticipazione del TFR nel corso del rapporto di lavoro: viene concesso ai dipendenti che hanno maturato almeno 8 anni di lavoro con lo stesso datore.
    La somma richiesta non può eccedere il 70% dell’ammontare del TFR maturato.

 

Il Trattamento di Fine Servizio – TFS:

Il TFS rappresenta lo stesso una sorta di “salario differito”, una buonuscita per statali e pubblici.
Ma l’accantonamento non è completamente a carico del datore di lavoro come avviene per il TFR.

L’indennità di Buonuscita (IBU) per dipendenti pubblici è un Trattamento di Fine Servizio (TFS) che consiste in una somma di denaro spettante al lavoratore alla risoluzione del rapporto di lavoro con lo Stato.

I contributi previdenziali qui vengono versati in parte dal datore di lavoro e in parte dal dipendente.
E calcolati in base all’ultima retribuzione percepita.
Altra differenza tra TFR e TFS!

Le tre modalità di liquidazione TFS – Prima del Decreto Ministeriale:

Liquidazione TFS, dopo quanto tempo?
Questo aspetto rientra tra le differenze tra TFR e TFS.

Le normali modalità di pagamento e tempistiche di liquidazione del TFS sono diverse in base a diverso ammontare da dover pagare al dipendente pubblico:

  • Per importi pari o inferiori a 50.000 euro. In un’unica soluzione dopo un arco di tempo che va dai 12 ai 24 mesi;
  • Per somme comprese tra i 50.000 euro e meno di 100.000 euro non compresi. In due rate a distanza di 12 mesi l’un dall’altra;
  • Per importi pari o superiori ai 100.000 euro. Pagamento in tre rate, rispettivamente la seconda a distanza di 12 mesi dal diritto di pagamento della prima.
    E la seconda dopo 24 mesi dal diritto di pagamento della prima.

Questi tempi di pagamento del TFR, sono spesso un problema per dipendenti pubblici e statali prossimi alla pensione o già in pensione.
Si trovano spesso nella necessità di dover disporre subito di quelle somme di denaro e invece si ritrovano a dover aspettare mesi o addirittura anni!

Qualcosa però è cambiato a luglio di quest’anno con il Decreto Ministeriale firmato dal Ministro Bongiorno!
Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

In caso di ulteriori dettagli sulla differenza tra TFR e TFS, le nostre filiali sono a vostra disposizione per tutte le informazioni all’ 800929928.
Oppure compila il nostro form di contatto e verrai richiamato da uno dei nostri collaboratori!

Consumi elettrodomestici: facile risparmiare sulle bollette

foto in cui viene mostrato un forno elettrico e una lavastoviglie, due tra gli elettrodomestici che consumano di più in casa e fanno salite la tua bolletta dell'elettricità

Consumi elettrodomestici, quando assorbono la gran parte della spesa totale delle famiglie italiane, è tempo forse di pensare a come risparmiare sulle bollette di casa.

A volte basta davvero poco e potresti ritrovarti a pensare come spendere il denaro risparmiato.
Invece che, dover pensare a dove trovare i soldi per pagare le bollette!

A tutto questo si aggiunge la notizia di questi giorni sul rincaro delle bollette che anche quest’anno interesserà prossimi mesi dell’anno.
In particolare riguarderà il consumo di elettricità, appunto!

Gli italiani già spendono in media più di 1.000 euro all’anno tra luce e gas!

Solo una parte di questi costi però è imputabile ai tuoi effettivi consumi per elettrodomestici!
La restante parte di queste voci di spesa sono costi di trasporto, costi di gestione ecc…
In quest’ultimi casi puoi valutare però la possibilità di cambiare operatore e optare per il libero mercato.

 

Cosa non troverai in quest’articolo

Non troverai la tabella consumi elettrodomestici con il calcolo per tipologia.


Non troverai quanto consuma un frigorifero, ne quanto consuma una lavatrice o ancora quanto consuma un condizionatore.

Ti basti sapere che la risposta per ciascuna voce è TANTO, anzi TROPPO!

Cosa troverai in quest’articolo

In questo articolo invece, troverai un elenco di quali sono gli elettrodomestici che in casa consumano di più in casa.
Ti promettiamo inoltre che, al termine di questo articolo avrai imparato qualche trucchetto utile su:

  • come regolare la temperatura del frigo;
  • come fare la lavatrice;
  • come usare la lavastoviglie correttamente.

Perciò consigli pratici ma fondamentali per evitare inutili sprechi.
Ma soprattutto, per risparmiare sulle tue bollette facilmente!

 

I 13 elettrodomestici e non che consumano di più in casa.

E fanno salire la bolletta elettrica!

Tra questi:

  1. televisore

  2. phon

  3. lavatrice

  4. asciugatrice

  5. lavastoviglie

  6. frigo e congelatore

  7. condizionatori

  8. forno elettrico 

  9. forno a microonde

  10. aspirapolvere

  11. computer 

  12. illuminazione

  13. macchina del caffè

 

Apparecchi  inutili che ti consumano energia in casa

Oltre che consumare energia, questi occupano inutilmente spazio in casa e attirano molta polvere.

Sono elettrodomestici spesso inutili di cui potremmo fare benissimo a meno.

Tra questi:

  • spremi agrumi elettrico

  • grattugia elettrica

  • tostapane 

  • apriscatole elettrico

  • friggitrice

  • vasca idromassaggio

  • ecc…

Lista di cose da fare per consumare meno energia e risparmiare sulla bolletta elettrica

Nella lista di cose da fare, i primi consigli che ci sentiamo di darti non sempre scontati c’è quello di:

  • in fase di acquisto scegli elettrodomestici di classe energetica A+++, il costo d’acquisto più alto ti garantirà un maggiore risparmio distribuito nel tempo in consumi;
  • limitane l’utilizzo se non veramente necessario, evitando così inutili sprechi;
  • se proprio non puoi farne a meno, utilizzali nella giusta fascia oraria;
  • fai manutenzione periodica ai tuoi apparecchi, questo aumenterà le loro perfomance e la loro durata;

Ancora…

  • per quanto riguarda il lavaggio in lavatrice, lava i tuoi capi ad una temperatura mai superiore ai 30°;
  • poi stendi bene il bucato evitando che questo faccia le pieghe, ti risparmierai ore passate a stirare pile di abiti;
  • imposta il tuo condizionatore secondo la funzione deumidificatore, risparmiando così anche qualche brutta influenza a te e la tua famiglia;
  • preferisci la lavastoviglie al lavaggio a mano, la prima infatti permette di risparmiare la giusta quantità d’acqua senza inutili sprechi, purché tu sappia come usare la lavastoviglie! A carico pieno e sempre nella fascia oraria notturna. A Quanti gradi? meglio non superare i 45°;

  • preferisci il microonde al tradizionale forno elettrico, consuma molto meno;

  • se accendi i riscaldamenti o i condizionatori assicurati sempre di avere chiuso le finestre e le porte, eviterai così la dispersione di calore o di aria fresca;

  • spegni la connessione internet quando non serve;

  • preferisci il pc portatile a quello fisso, consuma meno;

  • evita di aprire spesso il frigo o il forno quando è acceso, eviterai un inutile spreco di energia;

  • non caricare il frigorifero con troppi alimenti, farà più fatica a funzionare bene;

  • regolare la temperatura frigorifero ideale tra i 3° e i 5 °. Distinguendo tra la temperatura frigorifero in estate e in inverno;

  • e la temperatura freezer tra i – 18° e i -15°.

 

Ovviamente questi sono solo alcuni dei molti accorgimenti che si possono avere per controllare i consumi degli elettrodomestici e risparmiare sulle bollette, in particolare su quella elettrica.

 

Se nonostante tutti i nostri consigli hai comunque difficoltà a trovare i soldi con cui pagare le tue bollette di casa e non spendere fino all’ultimo euro che hai messo faticosamente da parte.

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Obis M : cos’è cosa contiene e che vantaggi puoi ottenere

Obis m schema che rappresenta graficamente l'obis m cos'è, a chi è indirizzato, chi lo rilascia e come consultarlo

Dopo aver letto questo articolo ti sarà chiaro:

  • Obis M cos’è
  • quando, come e da chi viene rilasciato
  • quali informazioni contiene al suo interno
  • che utilizzo puoi farne tu, titolare di una pensione o  se sei prossimo al pensionamento!
Obis m schema che rappresenta graficamente l'obis m cos'è, a chi è indirizzato, chi lo rilascia e come consultarlo

Obis M schema

 

Iniziamo subito a sviluppare il primo punto, l’ “Obis M cos’è” !

Obis M cos’è

Il modello Obis M non è altro che un certificato di pensione.
La carta d’identità della propria pensione in grado di fornire tutta una serie d’informazioni su di essa.

Prima del 2013 veniva spedito in per posta al pensionato in formato cartaceo.
Dopo il 2013 questo non è stato più possibile.

Cosa è successo nel 2013?

Nel 2013 si è applicata la Legge di Stabilità 228 del 2012.
La quale prevedeva che il modulo Obis M da quel momento in poi non doveva più essere inviato in forma cartaceo e per posta al pensionato Inps.

Perciò sorge spontanea la domanda su qual è la modalità di rilascio dell’ ObisM dopo il 2013?

 

Obis M : quando e come viene rilasciato?

Dopo aver detto che nel tempo è cambiato il modo di ottenere l’obis m da parte del pensionato.
Ora chiariamo come e quando viene rilasciato a partire dal 2013.

Il certificato di pensione da qualche anno a questa parte è rilasciato sempre dall’Inps ai pensionati.
Viene rilasciato una volta l’anno ma in modalità elettronica.
Per modalità elettronica si intende che il pensionato o chi per lui, troverà il suo certificato di pensione online.
Per consultarlo ed eventualmente stamparlo dovrà necessariamente entrare nella sezione “My INPS” del sito web dell’INPS e inserire le proprie credenziali: id e Password.

Le credenziali personali per accedere al sito dell’INPS vengono essere state richieste precedentemente dallo steso pensionato all’INPS.
Ma di questo parleremo meglio in un altro articolo in cui cercheremo di spiegare come richiedere le credenziali di accesso all’INPS.

Se sei poco pratico nell’utilizzo di internet puoi fare una delega al tuo patronato o sindacato di fiducia e far accedere loro alla tua sezione INPS online e fartelo stampare.

In alternativa puoi richiedere questo favore ad una persona a te molto vicina di cui ti fidi, come un figlio o un nipote.
Esiste anche un app del servizio “My INPS online” che consigliamo di scaricare in quanto il suo utilizzo è molto più facile e intuitivo rispetto al sito web.

 

Obis M INPS : quali informazioni contiene sulla tua pensione

Dopo aver visto cos’è il certificato di pensione, chi lo rilascia e come venirne in possesso chiariamo ora quali sono le informazioni sulla tua pensione contenuto in esso:

  • dati anagrafici e categoria di pensione e la sua decorrenza;
  • aumento che viene calcolato all’inizio di ogni anno;
  • prospetto riepilogativo dell’anno in corso;
  • importi mensili lordi delle rate da gennaio;
  • importo dell’eventuale tredicesima;
  • importi mensili netti della pensione;
  • ritenute erariali e le eventuali addizionali regionali e comunali;
  • detrazioni di imposta applicate;
  • quote associative;
  • trattenuta per non cumulabilità con attività lavorativa;
  • eventuali arretrati;
  • contributo di solidarietà.

 

Obis M INPS : che vantaggi puoi ottenere

Bene, hai finalmente più chiaro cos’è l’Obis M e come ottenerlo.
Ora vediamo assieme che utilizzo puoi farne tu titolare di una pensione o se sei prossimo al pensionamento e i vantaggi che offre:

  • tenere sotto controllo la tua situazione pensionistica nel tempo;
  • richiedere un prestito per disporre di liquidità che di questi tempi è sempre utile per far fronte a spese inattese.

Tramite il tuo Obis M hai la possibilità di ottenere un prestito o finanziamento sotto forma di Cessione del Quinto.
Uno dei pochi prestiti sicuro e garantito, con rata mensile fissa nel tempo.
Così da avere sempre chiare e sotto controllo le tue spese.

 

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Per verificare così quale somma di denaro in prestito potresti ricevere con il tuo Obis M, tramite la Cessione del Quinto della Pensione.

 

Un quinto dello stipendio calcolo e definizione

la foto mostra una donna di spalle intenta a lavorare al computer nella ricerca della possibilità di poter richiedere un prestito in busta paga. La prima cosa è quella di provare a calcolare il proprio quinto cedibile. nell'articolo dal nome "un quinto dello stipendio calcolo e definizione" ti sveleremo la formula per calcolarlo da solo partendo dalla propria busta paga oppure dalproprio cedolino della pensione.

Hai sentito spesso parlare di “quinto cedibile in busta paga” o “quinto dello stipendio” o della pensione?
Vorresti saperlo calcolare da solo?

Oppure hai sentito parlare di un quinto dello stipendio ma non sai bene di cosa si tratta?

Tranquillo, sei nel posto giusto!

In questo articolo dal titolo ” Un quinto dello stipendio calcolo e definizione”, ti spiegheremo proprio come si calcola il quinto dello stipendio.
Inoltre imparerai cos’è il quinto dello stipendio o quinto cedibile in busta paga e perché si chiama così!

 

Quinto dello stipendio cos’è

Per chi avesse ancora un po di confusione spieghiamo in parole semplici cos’è il quinto dello stipendio o della pensione!

Prendiamo il caso che tu, dipendente a tempo indeterminato oppure pensionato volessi chiedere un prestito sotto forma di Cessione del Quinto dello Stipendio o della Pensione.
Ti verrebbe chiesto come prima cosa di presentare le tue ultime due buste paghe.
Oppure il tuo cedolino di pensione in caso di pensionato.

Perché la busta paga o il cedolino della pensione?
Perché è da questi due documenti che è possibile risalire all’importo del tuo quinto dello stipendio o quinto cedibile in busta paga.
Quinto della pensione in caso del cedolino della pensione.

In cosa consiste esattamente un quinto in busta paga e quinto cedibile della pensione?
Entrambi consistono nell’imporo massimo del tuo stipendio o della tua pensione.
Quella parte che puoi destinare come rata mensile da sostenere mensilmente per la durata del finanziamento di Cessione del Quinto che hai richiesto.

Un quinto dello stipendio e quello della pensione tengono perciò conto della tua capacità economica. Degli impegni in busta paga già presenti.
E della tua possibilità di prendere ulteriori impegni finanziari.

Assicurandosi che ciò che resta al netto del quinto cedibile in busta paga sia sufficiente per assicurarti una disponibilità economica in busta paga non sia mai inferiore al limite di sussistenza stabilito secondo legge.

Ora che abbiamo chiarito cos’è un quinto dello stipendio o della pensione, passiamo a spiegare come calcolare un quinto dello stipendio o quello della tua pensione!

Un quinto dello stipendio calcolo.
Come calcolare un quinto dello stipendio

Bene, finalmente imparerai anche tu come calcolare il quinto dello stipendio o della pensione autonomamente.

Come vedrai la formula è molto più semplice di quanto tu possa pensare.

Un quinto dello stipendio calcolo:

Foto dell'articolo un quinto dello stipendio calcolo e definizione. Foto in cui viene espressa la formula per calcolare un quinto del tuo stipendio calcolo o della tua pensione stipendio netto diviso 13 o 14 mensilità poi il risultato lo andiamo a dividere ulteriomente per 12 uguale il numerodirate che ti verrebbe chiesto di pagare per un prestito di cessione del quinto e successivamente l'ultimo risultato lo andiamo a dividere per 5 ottenendo così il tuo quinto cedibile

Un quinto dello stipendio calcolo

Da ora in poi sarai avrai una maggiore consapevolezza quando andrai a richiedere un prestito in busta paga.

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Italiani: ecco dove andare in vacanza in questa estate 2019

dove andare in vacanza estate 2019 le mete turistiche preferite dagli italiani. foto di un magnifico scorcio della sardegna meta prediletta degli italiani che vanno al mare in italia

Dove andare in vacanza per l’estate 2019?

Siamo a Giugno, l’Estate sembra ormai sopraggiunta, il caldo di questi giorni è a dir poco infernale!

Le vacanze sono ormai alle porte e il grande dilemma degli avventori dell’ultima ora è “dove andare in vacanza“?

Se non hai ancora le idee chiare su dove andare in vacanza, abbiamo pensato che ti poteva essere utile sapere quali sono le mete preferite dagli italiani per l’estate 2019, sia che tu preferisca restare in Italia o andare all’estero.

 

Italiani che preferiscono andare all’Estero

estate 2019 in Spagna una delle mete preferite per le vacanze dagli italiani che scelgono l'estero

La Spagna tra le preferite degli Italiani

Ecco le mete degli italiani che quest’anno per le loro vacanze estive preferiscono andare all’estero:

  • Grecia
  • Francia
  • Spagna

Le 3 principali destinazioni che gli italiani scelgono per la GRECIA:

  • Isola di Creta
  • Isole Cicladi
  • Peloponneso

Le 3 principali destinazioni che gli italiani scelgono per la FRANCIA:

  • Corsica
  • Normandia
  • Provenza

Le 3 principali destinazioni che gli italiani scelgono per la SPAGNA:

  • Andalusia
  • Barcellona
  • Isole Baleari

 

La “META ITALIA” resta però ancora la scelta preferita delle famiglie italiane per i loro viaggi estivi!

Sicuramente le località balneari vanno per la maggiore, seguite poi da città d’arte, località di montagna e solo in maniera residuale e in calo chi preferisce le vacanze rurali.

 

Vacanze in Italia dove andare?

dove andare in vacanza estate 2019 le mete turistiche preferite dagli italiani. foto di un magnifico scorcio della sardegna meta prediletta degli italiani che vanno al mare in italia

Mare Italia

Per la serie “vacanze Italia“, abbiamo diviso le principali mete italiane estive 2019 per tipologia che ti permetteranno di orientarti nella scelta su dove andare in vacanza:

  • destinazioni mare Italia
  • destinazioni di montagna
  • mete che offrono i servizi migliori
  • città d’Italia considerata più alla moda
  • città ideale per una vacanza a tutto relax
  • vacanze economiche Italia

 

Estate 2019 dove andare in vacanza in Italia a mare?

Se stai pensando di andare in vacanza al mare in Italia ti suggeriamo le 3 principali località scelte dagli italiani:

  • Sardegna
  • Puglia
  • Sicilia

 

Le 2 località balneari della Sardegna che gli italiani preferiscono:

  • Gallura
  • Costa Cagliaritana

 

Le 3 località balneari della Puglia che gli italiani preferiscono:

  • Salento
  • Isole Tremiti
  • Gargano

 

Le migliori spiagge per le vacanze in Italia al mare

Per le tue vacanze in Italia al mare, ecco le 3 località con le più belle spiagge secondo gli italiani:

  • Sardegna
  • Calabria
  • Sicilia

 

Preferisci la montagna?

Per la montagna il Trentino Alto Adige la fa da padrona.
Le 3 località più gettonate in questo caso sono:

  • Val di Fassa
  • Val Gardena
  • Val Pusteria

 

Le motivazioni che ti spingono a viaggiare?

Le 3 motivazioni principali che spingono la maggior parte degli italiani a viaggiare, sembrano essere la voglia di staccare la spina per qualche giorno, conoscere luoghi nuovi e passare qualche giorno assieme alla propria famiglia.

 

Quale destinazione turistica italiana offre i migliori servizi?

  • Emilia-Romagna con Rimini al primo posto.
  • Toscana
  • Veneto con Jesolo al top
  • Sardegna

 

La città italiana più alla moda?

La città italiana considerata più alla moda per l’Estate 2019 è Riccione.

 

Cerchi solo il tuo meritato relax?

Gli italiani decretano Sabaudia come la città perfetta dove rilassarsi in vacanza.

Nell’ultimo periodo hai avuto molte spese e stai cercando dove andare in vacanza questa estate senza spendere una fortuna?

 

Le città turistiche d’Italia più economiche secondo il giudizio degli italiani sono:

  • Alba Adriatica
  • Francavilla al Mare
  • San Benedetto del Tronto

 

In alternativa richiedi un preventivo e verrai ricontattato per una consulenza senza impegni.

Potresti ottenere la somma che ti serve per non rinunciare alle tue vacanze estive. SEI GIUSTO IN TEMPO!

Secci: per una scelta consapevole!

Il SECCI è lo strumento fornito al cliente per fare una scelta finanziaria informata e consapevole! la foto mostra una coppia adulta che chiede una consulenza finanziaria

A te che da tempo stai valutando la possibilità di richiedere un finanziamento sotto forma di Cessione del Quinto dipendenti o pensionati…


Perché in fondo qualche soldino a disposizione per le spese extra e gli imprevisti fa sempre comodo!
Inoltre gli imprevisti ahimè sono sempre dietro l’angolo!
Per non parlare del susseguirsi di battesimi, comunioni e matrimoni di questo periodo!

E’ per questo che abbiamo pensato di aiutarti a fare un po di chiarezza in merito al modulo SECCI, uno strumento informativo messo a tua disposizione per aiutarti a fare una scelta trasparente e consapevole tra i vari finanziamenti di Cessione del Quinto che ti hanno proposto.

Il modulo SECCI viene redatto secondo standard europei che al suo interno contiene tutte le informazioni che riguardano aspetti legali del contratto di Cessione del Quinto, i suoi costi e le caratteristiche principali che lo compongono.

 

Modulo SECCI: tutte le informazioni necessarie per una scelta consapevole

Il termine SECCI sta per “Standard European Consumer Credit Information, cioè le “Informazioni Europee di base, sul credito ai consumatori”.

E’ un modulo che tutti gli Intermediari devono fornire a partire dal 1° giugno 2011. Sono le nuove regole previste dal decreto 141 del 2010 in attuazione della direttiva comunitaria 2008/48 e della delega contenuta nell’art. 33 della legge comunitaria 2008) volta a tutelare maggiormente i consumatori, ad aumentare la trasparenza dei contratti e dei costi nonchè informare correttamente i consumatori prima della firma dei contratti di finanziamento attraverso un modello standard.

Ti starai chiedendo, in che modo?

Semplice, il modulo SECCI ha un formato standard così da essere messo a confronto con altri e, al suo interno contiene tutte le informazioni necessarie per poter prendere una decisione informata e consapevole prima di stipulare e firmare il contratto vero e proprio di Cessione del Quinto dipendenti o della Cessione del Quinto Pensionati.

 

Uno strumento d’informazione importantissimo a tua disposizione!

 

finanziatore o intermediario finanziario sono i soggetti autorizzati a rilasciare il modulo SECCI al cliente. la foto mostra una giovane operatrice finanziaria

Chi è tenuto a rilasciare il modulo SECCI? E quando?

Sono il finanziatore o l’intermediario del credito, i soggetti tenuti a fornire questa particolare documentazione.
Il modulo SECCI viene fornito prima della stipula del contratto di credito, proprio perchè fornisce tutta una serie di informazioni necessarie a valutare in maniera consapevole e informata la scelta di stipulare e firmare o meno un contratto di Cessione del Quinto.

 

Quali sono le informazioni principali contenute all’interno del SECCI, necessarie per prendere una decisione informata e consapevole?

Innanzitutto il modulo SECCI deve contenere le informazioni relative all’identità del finanziatore o dell’intermediario del credito.
Le altre informazioni principali contenute all’interno del Modulo SECCI, necessarie per prendere una decisione informata e consapevole, sono le seguenti:

  • Viene specificata la tipologia di credito;
  • Modalità e tempistiche;
  • Durata del finanziamento;
  • Importo rata mensile;
  • Tasso Annuo Effettivo Globale – TAEG – con esempio;
  • Tasso d’interesse applicato;
  • Importo totale da restituire;
  • Garanzie richieste;
  • Principali diritti del consumatore
  • Eventuali conseguenze in caso d’inadempimento;
  • Costi in caso di ritardato pagamento;
  • Altri costi;
  • Netto ricavo al cliente;
  • Informazioni su indennizzi in caso di rimborso anticipato;
  • Informazionisul diritto di recesso;
  • Informazioni in caso di rimborso anticipato;
  • Sottoscrizione al trattamento dei dati personali e sensibili, necessaria per avviare l’attività di istruttoria e lavorazione della pratica;
  • Diritto di ricevere copia della bozza del contratto di credito che dovrai accertare per iscritto.

 

Contattaci allo 065591903 per avere ulteriori informazioni sul modulo SECCI, oppure scopri di più sul finanziamento di Cessione del Quinto dipendenti e Cessione del Quinto pensionati!

 

 

Cessione del Quinto cos’è e come funziona

cesione del quinto cos'è e come funziona vantaggi

Ti stai chiedendo la Cessione del quinto cos’è e come funziona?

Se sei qui è perché lo hai fatto almeno una volta!

Vedrai che dopo aver letto questo articolo tutto ti apparirà molto più chiaro e semplice a riguardo!
Oltre a conoscere la Cessione del Quinto cos’è e come funziona, saprai qual’è la normativa di riferimento.

Conoscerai la durata di questo particolare finanziamento e le garanzie già incluse nella rata che lo rendono un prestito sicuro e garantito.

Inoltre chi può richiederlo e a chi rivolgerti per una consulenza professionale.

 

Cessione del quinto cosa è

La Cessione del Quinto è una forma di finanziamento prevista solo in italia. Già, è il prodotto finanziario 100% Made in Italy!

Una particolare forma di prestito personale non finalizzato che garantisce un tasso fisso e una rata mensile costante per tutta la durata del finanziamento.

 

Cessione del Quinto normativa di riferimento:

Dal punto di vista legislativo e normativo la Cessione del Quinto è regolamentata dal Decreto del Presidente della Repubblica n.180 del 05 gennaio 1950, aggiornato successivamente più volte.

 

Cosa significa Cessione del Quinto?

L’espressione Cessione del Quinto, deriva dal fatto che, l’importo massimo della rata mensile da dover rimborsare per il prestito richiesto, non può superare 1/5 dello stipendio mensile netto continuativo oppure della pensione!

 

Durata minima e massima di un prestito di Cessione del Quinto:

Cessione del quinto cos'è e come funziona. Foto di ragazza felice con le braccia aperte all'orizzonte, la Cessionedel quinto ti permette di riprendere fiato! Il finanziamento può essere stipulato fino a 10 anni! nessun altro prestito ti permette tanto!

Con la Cessione del quinto riprendi fiato!

La Cessione del Quinto ha una durata massima di ben 10 anni, corrispondenti a 120 rate.
Nessun altro prestito può arrivare a tanto!
La sua durata minima è invece di 2 anni, pari a 24 rate.
Una durata tanto prolungata gli permette di abbassare così la rata e a sua volta il tasso di interesse applicato!

 

Chi versa le rate mensili per il rimborso del prestito?

Non sei tu a dover andare a pagare di persona le rate per il rimborso del finanziamento richiesto!

Le rate infatti, vengono trattenute mensilmente dal tuo stipendio o dalla tua pensione, a seconda se a richiederla è un dipendente o un pensionato.

Queste rate vengono poi versate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico a favore dell’istituto che ti ha erogato il finanziamento e che, nel nostro caso è la Siriofin S.p.A. Società finanziaria di Roma.

In base a questo, la Cessione del quinto può essere distinta a sua volta in:

  • Cessione del quinto dello Stipendio, indicata con la sigla di CQS o conosiuta anche come “prestito in busta paga“;
  • Cessione del Quinto della Pensione, indicata anche con la sigla CQP o conosciuta anche come”prestito sulla pensione“.

 

Cessione del Quinto: cosa è la copertura assicurativa ?

La particolare struttura di questo tipo di finanziamento non prevede che il richiedente presenti delle garanzie reali.

Così a tutela del finanziatore di fronte al rischio di perdita del lavoro, di infortunio oppure del rischio vita, è prevista inoltre la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione rischio vita e/o rischio impiego.

Un’assicurazione che garantisce, in caso di mancato pagamento, la copertura dell’importo ancora dovuto eventualmente eccedente il trattamento di fine rapporto cumulato.

La normativa di riferimento, prevede perciò  che non si possano chiedere anticipi sul trattamento di fine rapporto - o TFR – per l’intera durata del finanziamento.

Il costo relativo alle coperture assicurative è già compreso all’interno della rata mensile.

 

Chi può chiedere un prestito di cessione del Quinto?

Abbiamo visto la Cessione del quinto cos’è e come funziona, ora scopriamo chi può richiedere questa particolare forma di finanziamento! I seguenti dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato:

  • Dipendenti statali
  • Dipendenti Statali e parastatali
  • Dipendenti privati di aziende che soddisfano determinati requisiti;

Dal 2005 è stata data la possibilità di richiedere un prestito di Cessione del Quinto anche ai:

  • Pensionati – che a fine finanziamento non abbiano superato gli 85 anni di età – di tutti gli enti previdenziali, a eccezione di alcuni.

A chi è possibile rivolgersi per chiedere un prestito di Cessione del Quinto?

Per un prestito di Cessione del Quinto, sono diversi i soggetti autorizzati a erogare questo tipo di finanziamento.

Ci sono quelli appartenenti al canale indiretto come gli Agenti in Attività Finanziaria.
Poi ci sono i mediatori creditizi appartenenti al canale diretto come le società finanziarie, iscritte nell’apposito albo tenuto da Banca d’Italia.

Le società finanziarie ex art. 106 del Testo Unico Bancario, sono in grado di offrire un prodotto finanziario proprio, che soddisfi le tue specifiche esigenze, con l’ulteriore beneficio di risparmiare sui costi d’intermediazione.

Attenzione! Qualsiasi sia il soggetto a cui decidi di rivolgerti, assicurati che questo risulti iscritto all’apposito Albo!
Così sarai certo di trovarti di fronte un professionista autorizzato a svolgere la sua attività.
Eviterai così brutte sorprese!

Nel caso di un Agente o di un Collaboratore finanziario, devi consultare l’elenco dell’Organismo Agenti e Mediatori in Attività Finanziaria – OAM.

Mentre, nel caso di una Società Finanziaria devi controllare che questa sia iscritta al nuovo Albo di Banca d’Italia, come la Siriofin S.p.A. iscritta con il n° 225 del Nuovo Albo ex art. 106 del Testo Unico Bancario, ne è un esempio.

 

Hai trovato utile questo articolo? Ora hai più chiaro la Cessionedel Quinto cos’è e come funziona?

Leggi anche il nostro articolo sul Secci Precontrattuale.

 

I primi 8 vantaggi di una Cessione del Quinto con Noi!

Cesione del quinto cos'è e come funziona. Foto che elenca i vantaggi per cui scegliere un finanziamento sotto forma di cessione del quinto dello stipendio erogato dalla Società Siriofin S.p.a iscritta al nuovo albo degli intermediari finanziari ex articolo 106 tenuto da Banca d'Italia

Cessione del Quinto perchè scegliere Siriofin S.p.A.

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Risparmiare soldi e organizzare le vacanze estive in famiglia

foto di una famiglai felice in vacanza estiva con i bambini in un campo al tramonto perchè tu e la tua famiglia meritare momenti di gioia

Risparmiare soldi e partire per le vacanze estive con bambini a seguito:

L’Estate si avvicina e come ogni anno anche le tanto agognate vacanze estive, sinonimo di relax, dolce far niente e tempo da dedicare ai nostri affetti.

Non sempre le vacanze estive sono alla portata di tutte le tasche, soprattutto quando si tratta di viaggiare con i bambini.

Risparmiare soldi e prenotare le vacanze estive può sembrare un’impresa possibile!

Quante volte ti sei ritrovato a chiederti all’ultimo momento dove vado in vacanza“? Quando ormai i prezzi proibitivi, hanno costretto te e la tua famiglia a restare a casa oppure, a spendere di più per un servizio che potevate avere a molto meno. Basta muoversi solo con un po’ di anticipo!

Abbiamo pensato per questo ad alcuni consigli su come risparmiare soldi e non farvi più trovare impreparati, tenendo conto dei bisogni della famiglia in vacanza. Eh si, risparmiare soldi che vi permetteranno di fare viaggi con i bambini. Ricordi ed esperienze uniche da condividere con la propria famiglia. In fondo, non resteranno bambini per sempre e un giorno non vi seguiranno più in vacanza!

 

Consigli per risparmiare soldi e organizzare le vacanze estive in famiglia:

  • Definisci in anticipo quando partire, quanti giorni avete a disposizione, infine quanti soldi potete destinare alla vacanza. Così avrai modo di risparmiare soldi e accumulare un’eventuale somma di denaro che vi tornerà utile.
  • Fai una piccola indagine a casa per capire cosa la tua famiglia si aspetta dalla vacanza, individua le preferenze di ognuno. Questo ti sarà molto utile nella scelta della destinazione e della struttura i cui soggiornare. Coinvolgi anche i bambini, rendili partecipi, fatti raccontare quali sono le loro aspettative in merito alla vacanza. Ciò, non farà che accrescerne la loro responsabilità ed il loro senso di appartenenza. In fondo per la buona riuscita delle vacanze con bambini piccoli è tentare di accontentare un po’ tutti.
  • Vacanze estive dove andare. A questo punto sarai in grado di circoscrivere già le tue ricerche, sapendo che, in base al paese scelto, si tratterà di un viaggio fatto in alta o bassa stagione. Solitamente partire a cavallo tra questi due periodi permette di risparmiare o a seconda della meta scelta, trovare comunque un clima adeguato! Risparmiare soldi, così ha più gusto!
  •  Fai un giro nelle varie agenzie di viaggio e fatti un’idea sui costi dei vari pacchetti vacanza, per tentare successivamente di organizzare tutto da sola. Crea tu la tua vacanza personalizzata, cercando il trasporto e l’alloggio su internet.
  • Fai delle ricerche online. Ci sono motori di ricerca per la scelta del trasporto o della sistemazione ideale che, offrono servizi come dei veri e propri tour operator online. Puoi fare la ricerca impostando come filtro il limite di prezzo che si è disposti a spendere, o le destinazioni in offerta per quel periodo. Così potrai farti un’idea sull’effettivo risparmio che puoi ottenere prenotando online, rispetto al pacchetto all inclusive offerto dall’agenzia di viaggi. Poi vuoi mettere la soddisfazione nell’aver creato il viaggio tutto da te!
  • Tieni monitorato il volo che ti interessa, se avete deciso di spostarvi in aereo, così da venire avvisato ogni volta che questo subirà una variazioni di prezzo. Quando raggiungerà il budget a disposizione, o inferiore, preventivato per i trasporti, quello sarà il momento giusto per acquistarlo! Lo stesso puoi fare per l’alloggio.
  • Fai lo stesso con l’alloggio. Molti siti di prenotazione alberghiera oggi, offrono stanze, appartamenti o sistemazione in resort, prenotando anche molto in anticipo e disdire a pochi giorni dalla vacanza senza alcun costo o penale. In questo modo ti sarà semplice adattare la tua scelta in base all’evolversi delle cose. L’importante è tenere monitorate le tue prenotazioni, solo così avrai modo di risparmiare soldi.
  • Scegli l’opzione più coerente con le aspettative e i bisogni della tua famiglia. Appartamenti accessoriati e soluzioni all inclusive sono sicuramente la scelta ideale per risparmiare sui pasti e le bevande, o per avere autonomamente tutto il necessario per le esigenze dei bambini in viaggio, ma questo non basta. La tua famiglia ha espresso preferenze diverse a riguardo? L’alloggio è per loro un aspetto della vacanza molto importante? Allora, sarà opportuno considerare di risparmiare maggiormente su qualche altra voce di spesa.
  • Fai a meno dei vari pensierini e souvenir da portare ad amici e parenti al vostro ritorno, un modo intelligente per risparmiare soldi. Il più grande regalo per le persone che vi vogliono bene è sapervi felici. Se proprio non potete farne a meno, stabilite un budget minimo, oltre il quale, non andare. Si inizia selezionando un numero ristretto di persone care a cui riportare un cimelio. Scegliete dei piccoli porta fortuna o meglio ingredienti della cucina locale, come spezie e aromi, sempre ben accetti e acquistabili anche al supermercato ad un prezzo conveniente.
  • Bambini gratis. Informatevi se e dove viene offerto questo servizio, solitamente in base all’età o all’altezza dei bambini, sarà un modo intelligente di vivere la vacanza e risparmiare soldi.

 

foto di mamma e figlia finalmente felici in vacanza estiva. risparmiare soldi e partre in vacanza estiva perchè tu e la tua famiglia meritate di essere felici

Mamma e figlia finalmente felici in vacanza

 

Domande da farsi prima di organizzare le vacanze estive

  • Di cosa ha bisogno la mia famiglia? Di riposo, di condivisione, di svolgere delle attività all’aria aperta, ecc…
  • Perché partire in vacanza?
  • Quanti giorni abbiamo a disposizione?
  • Qual’è il periodo preciso in cui possiamo partire?
  • Quanti soldi ho a disposizione per le vacanze estive in famiglia?
  • Risparmiare soldi, si ma quanti per riuscire a soddisfare tutte le esigenze e i bisogni della famiglia in vacanza? In base alla risposta che darai qui dovrai bilanciare le varie richieste, cercando di soddisfare in egual modo tutti.

In base alle risposte che avrai dato a queste domande, potrai iniziare a pensare seriamente a organizzare le vacanze estive del tipo: dove andare in vacanza, oppure quando prenotare le vacanze estive, ecc... Vedrai che così sarai in grado di, individuare quelle idee vacanze che ti permettano di risparmiare in vacanza e soddisfare i bisogni della famiglia.

Alla base di una indimenticabile vacanza in famiglia ricorda, ci deve essere alla base il piacere nello stare insieme, nel passare del tempo con la persona amata e i propri figli.

Tornare a casa carichi di emozioni e ricordi, che né i soldi e ne il lusso può dare. La colazione al mattino tutti assieme è impagabile, avere il tempo di raccontare una storia ai tuoi figli o guardare la gioia nei loro occhi nell’averti li con loro. Non è questo un buon motivo per risparmiare soldi?

Esempi di piccoli e grandi momenti che tu e la tua famiglia vi meritate e non hanno prezzo.

E se risparmiare soldi non è stato sufficiente, la cessione del quinto può garantire a te e alla tua famiglia la liquidità necessaria, compila il nostro contact form per ricevere più informazioni senza impegno sul tuo preventivo.

 

Video per bambini: è dipendenza, il “caso YouTube”

bambino ipnotizzato davanti il tablet acceso. nativi digitali e dipendenza da internet. nativi digitali e dipendenza da video per bambini e canzoni per bambini. Danni e pericoli di youtube per i più piccoli

YouTube e i video per bambini.

Il nuovo business dei nativi digitali

Se avete figli piccoli sapete bene di cosa parliamo!

Se un tempo da bambini ci si divertiva a stare assieme, a correre, a sperimentare e condividere storie fantastiche, oggi il passatempo preferito dei nativi digitali è ben altro. Tv, tablet, pc e smartphone ora la fanno da padrona.

Youtube riscuote maggiore successo soprattutto dai più piccoli che, già in tenera età (dai due anni in su) sono in grado di usare da soli smartphone e tablet dei genitori, per accedere ai loro contenuti preferiti, i video.

Da Masha e Orso a Peppa Pig (solo per citarne alcuni), i video per bambini più gettonati sono quelli che contengono canzoni per bambini, cartoni per bambini, musica per bambini con tanto di balletto da imitare.

Video amatoriali in cui adulti o teenagers scartano regali (sono i video unboxing) e fanno recensioni dei giochi, oppure scimmiottano il comportamento e la voce dei più piccoli. La maggior parte di questi video per bambini sono in lingua straniera e sono caricati da utenti privati. Immagini, colori, luci e gesti contenuti in questi video superano le barriere linguistiche e divertono tanto i nostri figli.

Come nascono i bambini youtube

Come si sviluppa questo fenomeno? Si può parlare di una più generale dipendenza da internet, che nel caso di youtube è in parte conseguenza delle nuove abitudini di consumo e di fruizione degli strumenti digitale da parte degli adulti.

E’ infatti abitudine di tutti ormai, avere con se ovunque, smartphone e tablet sempre connessi. Fanno parte del quotidiano di ognuno di noi e così diventano familiari anche per i nostri figli fin dalla tenera età.

Quante volte hanno rappresentato l’unico rimedio a pianti e capricci interminabili, in auto, al ristorante o in fila d’attesa?

Una tata sempre disponibile a basso costo e inarrestabile. Non fatevene una colpa, è comprensibile e per certi aspetti inevitabile. Come vedremo più avanti, l’importante è non abusarne! C’è dell’altro!

Eh si perché, i video per bambini sono uno dei settori più redditizi al momento.

Quanto si guadagna con youtube? Beh molto, tanto da far decidere il colosso Google ad acquistare YouTube (oggi secondo motore di ricerca al mondo) e creare un’apposita App dedicata ai più piccoli, “YouTube Kids”.

Una “versione youtube per bambini” che, si basa su un algoritmo in grado di registrare le informazioni dell’utente su internet, controllarne le abitudini: quali video per bambini vede, quando e come. Questo gli permette di proporre continuamente un elenco personalizzato dei contenuti che maggiormente potrebbero interessare i nuovi utenti digitali e tenerli incollati allo schermo per ore ed ore ed essere rivisti continuamente.

I video per bambini sono tra i contenuti più visti su questo motore di ricerca e, c’è qualcun’altro che ha trovato il modo di guadagnare con youtube. Ai canali ufficiali di qualche Tv per bambini, spesso si affiancano utenti privati. Youtuber, che caricano il più delle volte contenuti discutibili.

Questi video su youtube, sono realizzati a costi di produzione molto bassi, riproponendo copie di quelli che sono i contenuti di maggiore successo del momento, così da tentare di replicarne i risultati in termini di visualizzazioni e click con i conseguenti profitti derivanti dalla pubblicità. Queste le metriche che definiscono quanto guadagna uno youtuber. Poca attenzione questi pongono alla qualità dei contenuti e nel verificare se i video per bambini caricati in rete siano realmente adatti ed educativi per i bambini, il nuovo pubblico da fidelizzare.

 

Dipendenza da video youtube pericoli nascosti

Siamo consapevoli dei rischi che i nostri figli corrono da un uso spropositato di YouTube?

Vi sono pericoli oggettivi legati alla bassa qualità di alcuni contenuti caricati in rete, alcuni dei quali sono dei veri e propri tranelli. Filmati che si camuffano come video per bambini, con gli stessi personaggi, le stesse parole chiave, ma che in realtà poi mostrano contenuti ripetitivi ipnotizzanti, scene di violenza, linguaggi volgari. Contengono messaggi manipolatori e dannosi per i nostri figli. Il fenomeno è conosciuto come The Elsa Gate, dal nome di uno dei personaggi maggiormente ricorrente in questo genere di video.

A questo si affianca poi il massiccio ricorso ai messaggi pubblicitari, impliciti ed espliciti all’interno dei video, sia nei filmati educativi per bambini e di qualità che in quelli creati solo per fare soldi.

E’ assodato che YouTube crea dipendenza e abbiamo visto il meccanismo legato ai video per bambini con cui tutto ciò avviene.

Dipendenza da youtube, sintomi e conseguenze

bambino pero nel vuoto apatico sintomi e pericoli dalla dipendenza da youtube, dai video per bambini e dalle canzoni per bambini

Tra i sintomi e le conseguenze sulla salute che, l’uso prolungato dello schermo, sia esso del tablet, pc o smartphone può portare ai nostri figli. I più ricorrenti sono:

  • disturbi nello sviluppo
  • obesità e ipertensione, causate nel tempo della poca attività fisica e dall’assumere posizioni fisiche sbagliate
  • minore concentrazione
  • sonno disturbato
  • poca creatività e capacità critica
  • incapacità di instaurare e gestire relazioni sociali
  • forte esposizioni alle onde nocive emesse dallo schermo
  • comportamenti aggressivi

 

Come limitare youtube ai bambini

Istruzioni per genitori disperati

nativi digitali come ridurre l'utilizzo di youtube e la visione dei video per bambini  istruzioni per genitori disperati

Cari genitori ormai purtroppo o per fortuna i nostri figli sono nativi digitali e in quanto tali è inevitabile che entrino in contatto già dai primi anni di età con le nuove tecnologie.

Ostacolare tutto ciò si rivelerebbe un fallimento totale, diverso invece sarebbe riuscire ad insegnare ai nostri figli già fin dai primi anni di vita, un uso corretto di questi canali e strumenti che ormai sono entrati nel nostro quotidiano. Solo educandoli fin da piccoli potete assicurarvi che ne facciano buon uso anche in vostra assenza.

In fondo ci sono anche aspetti positivi legati all’utilizzo sano e corretto delle nuove tecnologie da parte dei bambini e nel nostro caso di YouTube, potrebbe rappresentare un’opportunità per loro un domani. Ma come?

Perché questo avvenga è importante essere presenti e non lasciare mai soli i vostri figli di fronte a tablet, pc e smartphone. E’ necessario selezionare personalmente i contenuti da far vedere loro, preferendo filati educativi per bambini, magari quei video per bambini in grado di sensibilizzarli sulle tematiche sociali o ambientali.

In questo ci viene in aiuto il filtro “Parental Control” previsto da Google, che analizza i video per bambini pubblicati su youtube per stabilire se un contenuto è adatto o meno al pubblico dei più piccoli.

Utile ma non sufficiente, abbiamo visto infatti come alcuni utenti riescono a far passare comunque contenuti non adatti camuffandoli come video per bambini.

Per questo è necessaria sempre la vostra supervisione!

Meglio ancora se decidete di condividere con loro questo momento così da poter interagire e discutere con loro su quanto appena visto. E’ importante conoscere il loro punto di vista per captare eventuali segnali d’allarme.

E’ fondamentale stabilire delle regole di condotta su come e quando fare uso di certi strumenti. Ad esempio stabilire che non si utilizzano mentre si è a tavola, o in camera da letto, il luogo deputato al riposo. Perché questo funzioni dobbiamo essere noi per primi a dare il buon esempio, loro tenderanno a fare lo stesso per ottenere la nostra approvazione.

Alternate il tempo passato du tablet, pc e smartphone al tempo passato all’aria aperta, a contatto con gli altri. Se questo non è sempre possibile, cercate allora di tenerli impegnati in attività più creative da poter fare in casa. Il disegno, kit di costruzioni, libri interattivi e quant’altro possa sviluppare la loro fantasia e il loro ingegno. Alcune volte basta ancora meno! Siamo spesso proprio noi adulti a riempirli di giocattoli perchè non vogliamo fargli mancare nulla, quando invece a molti di loro, soprattutto in età più tenera, basterebbe davvero poco.

Oggetti di uso comune come un pacchetto di fazzoletti o della carta colorata come quella delle confezioni pasquali, per tenerli impegnati ore.

Vi è piaciuto questo articolo sui pericoli legati ai video per bambini su youtube? Lasciate un commento e condividetelo!