Video per bambini: è dipendenza, il “caso youtube”

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Youtube e i video per bambini.

Il nuovo business dei nativi digitali

Se avete figli piccoli sapete bene di cosa parliamo!

Se un tempo da bambini ci si divertiva a stare assieme, a correre, a sperimentare e condividere storie fantastiche, oggi il passatempo preferito dei nativi digitali è ben altro. Tv, tablet, pc e smartphone ora la fanno da padrona.

Youtube riscuote maggiore successo soprattutto dai più piccoli che, già in tenera età (dai due anni in su) sono in grado di usare da soli smartphone e tablet dei genitori, per accedere ai loro contenuti preferiti, i video.

Da Masha e Orso a Peppa Pig (solo per citarne alcuni), i video per bambini più gettonati sono quelli che contengono canzoni per bambini, cartoni per bambini, musica per bambini con tanto di balletto da imitare.

Video amatoriali in cui adulti o teenagers scartano regali (sono i video unboxing) e fanno recensioni dei giochi, oppure scimmiottano il comportamento e la voce dei più piccoli. La maggior parte di questi video per bambini sono in lingua straniera e sono caricati da utenti privati. Immagini, colori, luci e gesti contenuti in questi video superano le barriere linguistiche e divertono tanto i nostri figli.

 

Come nascono i bambini youtube

Come si sviluppa questo fenomeno? Si può parlare di una più generale dipendenza da internet, che nel caso di youtube è in parte conseguenza delle nuove abitudini di consumo e di fruizione degli strumenti digitale da parte degli adulti.

E’ infatti abitudine di tutti ormai, avere con se ovunque, smartphone e tablet sempre connessi. Fanno parte del quotidiano di ognuno di noi e così diventano familiari anche per i nostri figli fin dalla tenera età.

Quante volte hanno rappresentato l’unico rimedio a pianti e capricci interminabili, in auto, al ristorante o in fila d’attesa?

Una tata sempre disponibile a basso costo e inarrestabile. Non fatevene una colpa, è comprensibile e per certi aspetti inevitabile. L’importante come vedremo più avanti è non abusarne! Ma c’è dell’altro!

Eh si perchè i video per bambini sono uno dei settori più redditizi al momento.

Quanto si guadagna con youtube? Beh molto, tanto da far decidere il colosso Google ad acquistare YouTube (oggi secondo motore di ricerca al mondo) e creare un’apposita App dedicata ai più piccoli, “YouTube Kids”.

Una versione “youtube per bambini” che, si basa su un algoritmo in grado di registrare le informazioni dell’utente su internet, controllarne le abitudini: quali video per bambini vede, quando e come. Questo gli permette di proporre continuamente un elenco personalizzato dei contenuti che maggiormente potrebbero interessare i nuovi utenti digitali e tenerli incollati allo schermo per ore ed ore ed essere rivisti continuamente.

I video per bambini sono tra i contenuti più visti su questo motore di ricerca e, c’è qualcun’altro che ha trovato il modo di guadagnare con youtube. Ai canali ufficiali di qualche Tv per bambini, spesso si affiancano utenti privati. Youtuber che caricano il più delle volte contenuti discutibili.

Questi video su youtube, sono realizzati a costi di produzione molto bassi, riproponendo copie di quelli che sono i contenuti di maggiore successo del momento, così da tentare di replicarne i risultati in termini di visualizzazioni e click con i conseguenti profitti derivanti dalla pubblicità. Queste le metriche che definiscono quanto guadagna uno youtuber. Poca attenzione questi pongono alla qualità dei contenuti e nel verificare se i video per bambini caricati in rete siano realmente adatti ed educativi per i bambini, il nuovo pubblico da fidelizzare.

 

Dipendenza da video youtube pericoli nascosti

Siamo consapevoli dei rischi che i nostri figli corrono da un uso spropositato di YouTube?

Vi sono pericoli oggettivi legati alla bassa qualità di alcuni contenuti caricati in rete, alcuni dei quali sono dei veri e propri tranelli. Filmati che si camuffano come video per bambini, con gli stessi personaggi, le stesse parole chiave, ma che in realtà poi mostrano contenuti ripetitivi ipnotizzanti, scene di violenza, linguaggi volgari. Contengono messaggi manipolatori e dannosi per i nostri figli. Il fenomeno è conosciuto come The Elsa Gate, dal nome di uno dei personaggi maggiormente ricorrente in questo genere di video.

A questo si affianca poi il massiccio ricorso ai messaggi pubblicitari, impliciti ed espliciti all’interno dei video, sia nei filmati educativi per bambini e di qualità che in quelli creati solo per fare soldi.

E’ assodato che youtube crea dipendenza e abbiamo visto il meccanismo legato ai video per bambini con cui tutto ciò avviene.

Dipendenza da youtube, sintomi e conseguenze

bambino pero nel vuoto apatico sintomi e pericoli dalla dipendenza da youtube, dai video per bambini e dalle canzoni per bambini

Tra i sintomi e le conseguenze sulla salute che, l’uso prolungato dello schermo, sia esso del tablet, pc o smartphone può portare ai nostri figli, i più ricorrenti sono:

  • disturbi nello sviluppo
  • obesità e ipertensione, causate nel tempo della poca attività fisica e dall’assumere posizioni fisiche sbagliate
  • minore concentrazione
  • sonno disturbato
  • poca creatività e capacità critica
  • incapacità di instaurare e gestire relazioni sociali
  • forte esposizioni alle onde nocive emesse dallo schermo
  • comportamenti aggressivi

 

Come limitare youtube ai bambini

Istruzioni per genitori disperati

nativi digitali come ridurre l'utilizzo di youtube e la visione dei video per bambini  istruzioni per genitori disperati

Cari genitori ormai purtroppo o per fortuna i nostri figli sono nativi digitali e in quanto tali è inevitabile che entrino in contatto già dai primi anni di età con le nuove tecnologie.

Ostacolare tutto ciò si rivelerebbe un fallimento totale, diverso invece sarebbe riuscire ad insegnare ai nostri figli già fin dai primi anni di vita, un uso corretto di questi canali e strumenti che ormai sono entrati nel nostro quotidiano. Solo educandoli fin da piccoli potete assicurarvi che ne facciano buon uso anche in vostra assenza.

In fondo ci sono anche aspetti positivi legati all’utilizzo sano e corretto delle nuove tecnologie da parte dei bambini e nel nostro caso di youtube, potrebbe rappresentare un’opportunità per loro un domani. Ma come?

Perchè questo avvenga è importante essere presenti e non lasciare mai soli i vostri figli di fronte a tablet, pc e smartphone. E’ necessario selezionare personalmente i contenuti da far vedere loro, preferendo filati educativi per bambini, magari quei video per bambini in grado di sensibilizzarli sulle tematiche sociali o ambientali.

In questo ci viene in aiuto il filtro “Parental Control” previsto da Google, che analizza i video per bambini pubblicati su youtube per stabilire se un contenuto è adatto o meno al pubblico dei più piccoli.

Utile ma non sufficiente, abbiamo visto infatti come alcuni utenti riescono a far passare comunque contenuti non adatti camuffandoli come video per bambini.

Per questo è necessaria sempre la vostra supervisione!

Meglio ancora se decidete di condividere con loro questo momento così da poter interagire e discutere con loro su quanto appena visto. E’ importante conoscere il loro punto di vista per captare eventuali segnali d’allarme.

E’ fondamentale stabilire delle regole di condotta su come e quando fare uso di certi strumenti. Ad esempio stabilire che non si utilizzano mentre si è a tavola, o in camera da letto, il luogo deputato al riposo. Ma perchè questo funzioni dobbiamo essere noi per primi a dare il buon esempio, loro tenderanno a fare lo stesso per ottenere la nostra approvazione.

Alternate il tempo passato du tablet, pc e smartphone al tempo passato all’aria aperta, a contatto con gli altri. Se questo non è sempre possibile, cercate allora di tenerli impegnati in attività più creative da poter fare in casa. Il disegno, kit di costruzioni, libri interattivi e quant’altro possa sviluppare la loro fantasia e il loro ingegno. A volte basta ancora meno! Siamo spesso proprio noi adulti a riempirli di giocattoli perchè non vogliamo fargli mancare nulla, quando invece a molti di loro, soprattutto in età più tenera, basterebbe davvero poco.

Oggetti di uso comune come un pacchetto di fazzoletti o della carta colorata come quella delle confezioni pasquali, per tenerli impegnati ore.

 

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Siriofin riprende l’erogazione diretta dei prestiti

Dalla sezione Economia del quotidiano Il Tempo

La Siriofin Spa, aveva interrotto l’erogazione diretta nel 2011, in seguito alla crisi mondiale di liquidità che non ha risparmiato neanche gli intermediari bancari e finanziari più grandi

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La Siriofin comunica di aver ripreso l’erogazione diretta di Finanziamenti nella forma della Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione.
La Siriofin Spa, aveva interrotto l’erogazione diretta nel 2011, in seguito alla crisi mondiale di liquidità che non ha risparmiato neanche gli intermediari bancari e finanziari più grandi. Si tratta di una operazione molto importante, che vede la Siriofin Spa, in prima fila, in un pool di Intermediari finanziari, dove ognuno rimane autonomo ed indipendente in tutte le altre operazioni di gestione.
L’intento è quello di unire le forze per fare massa critica e di rivolgersi direttamente al mercato internazionale dei capitali.
Si tratta di una operazione che oltre all’aspetto quantitativo, ovvero la possibilità di funding illimitato, consente alla Siriofin SpA di finanziarsi a tassi particolarmente vantaggiosi, in modo da poter offrire ai suoi Agenti un prodotto altamente competitivo e fortemente performante dal punto di vista dell’operatività.

Il piano sottoscritto prevede 300 milioni di Finanziamenti per il primo anno, ma ci sono tutti i presupposti per arrivare a 500 milioni.

Nell’incontro ufficiale che si è tenuto il 24 Luglio il DG della Siriofin Dott. Sandro Pucci si è mostrato particolarmente soddisfatto per il risultato raggiunto e nel ringraziare tutti i responsabili del Pool non ha nascosto la possibilità che questa nuova realtà che si è formata possa in futuro raggiungere anche un Miliardo di finanziamenti all’anno, accaparrandosi così una quota di mercato pari al 25%.
Segue intervista a Sandro Pucci DG della Siriofin

Che Cosa è un prestito ?
Se esaminiamo il significato della parola “prestito” , prestito può riguardare un oggetto: “Mi presti una penna, mi presti la tua auto?, in tutti questi casi è insito che l’oggetto debba essere restituito”.

A volte viene usato anche in modo improprio, quando magari la massaia, bussa alla porta della sua vicina e gli chiede se può prestargli un po’ di sale, chi lo dà, mette in conto che quasi sicuramente non lo riavrà indietro.

Se ciò che si va a prestare è una somma di denaro chi lo presta si aspetta sicuramente di riaverlo indietro, in questo caso è più corretto parlare di finanziamento.

Nel linguaggio comune, spesso il termine finanziamento e il termine prestito vengono accomunati e sovrapposti per indicare la stessa cosa, ma in realtà il significato di finanziamento e il significato di prestito hanno delle definizioni ben precise, con delle differenze sostanziali economicamente e giuridicamente.
Da un punto di vista formale, la differenza tra finanziamento e prestito è che il finanziamento costituisce la categoria di genere e il prestito invece è una specificazione della categoria, quindi una sotto categoria del finanziamento al pari del mutuo. Quindi il finanziamento è la madre di qualsiasi forma di credito, mentre il prestito è una specie particolare di finanziamento.
Il finanziamento può assumere varie accezioni: prestito personale, credito al consumo, prestito finalizzato, mutuo.
Questa è una delle forme tecniche più note e, anche per chi non lo ha mai contratto, ne ha sicuramente sentito parlare.
Nell’ambito del vasto panorama dei prestiti la Siriofin, che rappresento, si occupa in via principale di cessioni del quinto, che a seconda che a richiederla sia un pensionato o un dipendente si parla di quinto stipendio o quinto pensione.

Quali vantaggi offre al Cliente questa forma di finanziamento ?
Rispetto ad altre forme di finanziamento non occorre fornire la motivazione per cui viene richiesto il finanziamento, o meglio occorre dare una motivazione ma solo per l’adeguata verifica ai fini della normativa antiriciclaggio, ma non influisce assolutamente nelle valutazione della richiesta di finanziamento.

 

 

Sandro Pucci: “Finanziamenti? Non é un buon periodo. E la Grecia non ci sta aiutando”

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Ringraziamo il quotidiano nazionale iltempo.it per la splendida intervista al Dott. Pucci e la riproponiamo in versione integrale qui sul nostro blog.

Fateci sapere cosa ne pensate.

Sandro Pucci: “Finanziamenti? Non é un buon periodo. E la Grecia non ci sta aiutando”

 

Dott.  Sandro Pucci che ne pensa del sistema pensionistico italiano e in che modo l’andamento del sistema incide sulla richiesta di una finanziamento da parte di un pensionato?
“Il sistema pensionistico italiano inizia a risentire, ed in misura sempre crescente degli effetti delle varie riforme che si sono succedute nel corso degli ultimi anni. Effetti dovuti soprattutto al passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, che a pieno regime porteranno i pensionati ad avere una pensione pari a circa il 40% del loro ultimo stipendio. Questo in futuro non consentirà alla categoria dei pensionati di godere di quella stabilità economica di cui hanno invece goduto i nostri genitori e la conseguenza naturale sarà una forte diminuzione della richiesta di finanziamenti. Questo in prospettiva, nell’immediato, oggi, possiamo dire che in genere un pensionato non richiede un finanziamento per se stesso ma, per figli e parenti. Tra le motivazioni più ricorrenti nelle richieste di finanziamento da parte dei pensionati, spesso con figli ultra trentenni a carico vi è l’esigenza di finanziare la un formazione più specifica all’estero nella speranza che ciò possa facilitare la ricerca di un posto di lavoro. Si parla di master e specializzazioni soprattutto”.

Nelle scorse settimane si è parlato di Imu e Tasi. Persone che possiedono una casa di proprietà non hanno i soldi necessari per pagare le imposte corrispondenti. Vi sono pervenute ultimamente richieste di finanziamento per il pagamento di Imu e Tasi?
“Si e sempre in misura crescente. Ciò è dovuto al fatto che in passato acquistare un immobile era molto più semplice rispetto ad oggi. Chi ha una casa di proprietà oggi non è detto che sia anche benestante. Il livello di tassazione sugli immobili è cresciuto a dismisura negli ultimi anni, non tutti riescono a far fronte con mezzi ordinari al pagamento di tutte le imposte che si aggiungono alla tassazione degli enti locali legata sempre al possesso di immobili tasse”.

Secondo lei esiste una correlazione tra andamento generale dell’economia, pressione fiscale e richiesta di finanziamenti?
“Gli studi condotti fino ad ora non sono tutti concordi. Ma per fare chiarezza bisogna scindere in due la questione. Per ciò che riguarda la correlazione tra andamento economico e pressione fiscale è risaputo che con una pressione fiscale bassa ci sia una maggiore espansione economica. Per quanto riguarda invece richiesta di finanziamenti e andamento economico c’è subito da sfatare un luogo comune. Non è vera la regola per cui in un momento di crisi la richiesta di prestiti sale. Anzi. E’ esattamente l’opposto. Le persone che chiedono il finanziamento lo fanno per realizzare un loro progetto, perché vedono un futuro luminoso di fronte a loro. Se quest’idea non c’è nessuno ha l’interesse di andarsi ad indebitare. Quindi per coloro che svolgono attività come la nostra è importante che l’economia viva un momento florido e non il contrario”.

 

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Domanda secca: chi è stato secondo lei il ministro dell’economia che ha operato meglio in Italia?
“Dobbiamo risalire molto indietro, fino al 1875-1880. In quel periodo il ministro dell’economia era Quintino Sella. Sella, è stato l’unico ministro in Italia a raggiungere il pareggio di bilancio, inserendo anche delle tasse molto odiose diventando impopolare. Fu autore della famosa “tassa sul macinato” da cui prende l’espressione “Piove! Governo ladro!” per via dell’aumento del peso del grano, dovuto all’umidità, che corrispondeva all’aumento delle tasse. Quintino Sella è l’esempio di come bisognerebbe amministrare le casse statali. Esempio che non hanno lontanamente seguito i ministri dell’economia che si sono succeduti dalla metà degli anni ‘70 fino agli anni ‘90 ed oltre che hanno portato l’Italia sull’orlo del collasso da punto di vista economico”.

In che modo il caso della Grecia può impattare sull’aumento dei tassi d’interesse e sulla domanda di prestiti in Italia?
“Allora anche qui vi è una correlazione. A tassi bassi corrisponde una richiesta di finanziamenti più alta. Non mi addentro nella vicenda della Grecia, mi limito a dire che per noi sarebbe una “liberazione” l’uscita della Grecia dall’UE. Non ci dimentichiamo che l’Imu, l’odiosa tassa sulla casa, reintrodotta dal governo Monti, oltre che per arrivare al pareggio di bilancio, anche per aiutare la Grecia che già all’epoca sprofondava nel suo debito pubblico. Se il governo italiano ha imposto a noi cittadini una serie di sacrifici che tuttora stiamo pagando trovo veramente inaccettabile che i cittadini greci non si comportino allo stesso modo”.

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IBAN: Cos’é e come é strutturato.

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Da tempo è stata sancita l’obbligatorietà di adottare l’IBAN in caso di rilascio di bonifici, sia a carattere nazionale che all’interno della comunità europea. Ma Cos’è un IBAN? È l’acronimo di International Bank Account Number e rappresenta la codifica internazionale per facilitare l’identificazione del beneficiario di un conto corrente.

In Italia il codice IBAN consta di un numero massimo di 27 caratteri, scritti senza lasciare tra l’uno e l’altro alcuno spazio.

Per poter ben comprenderne la struttura, cercheremo di usare un codice IBAN puramente inventato, come ad esempio IT 54 P 075645800 000039567342. Cominciamo dalle prime lettere, ossia da IT.

Esso starebbe  ad  indicare la Nazione, che qui nello specifico dell’IBAN ipotizzato ci rimanderebbe all’Italia. Seguono due caratteri numerici, ossia “54”.

È il codice IBAN di controllo internazionale. Poi c’è una lettera alfabetica (“P”) che rappresenta il codice BBAN di controllo nazionale (CIN).

Il gruppo di cinque numeri che leggi in successione, ossia 07564, identifica la banca (ABI). I successivi identificano invece lo sportello (CAB). La stringa termina con 12 caratteri numerici che rappresentano il nostro effettivo numero di conto corrente.

Una volta intesa la struttura dell’IBAN, vediamo cosa fare per reperirlo nel momento del bisogno, ovvero quando ci si appresta a compilare un bonifico.

Come reperire il codice IBAN

Preleviamo dal nostro cassetto di casa un qualsiasi estratto conto, inviatoci dalla Banca o dalla Posta e diamo uno sguardo in alto a sinistra. Vi troveremo in buona evidenza la scritta IBAN, con sotto riportata l’intera stringa alfanumerica. Nel caso non dovessimo trovare al momento un estratto conto, si può anche effettuare una telefonata alla banca o alla Posta e chiedere informazioni in merito. Oppure andare sulla voce  “utilità” del menù e cliccare su Calcolo IBAN.

Il Bancomat che ci riconosce dal nostro Volto

     Emanuela Perinetti  http://smartmoney.startupitalia.eu  Emanuela Perinetti         

Prelevare senza il codice: il bancomat (cinese) riconosce il nostro volto

Sviluppato in Cina il primo Atm che riconosce il volto del possessore della carta. L’autenticazione sarebbe del 20% più sicura rispetto a Pin e password.

Di autenticazione biometrica applicata ai pagamenti mobili per l’autorizzazione delle transazioni tramite impronta digitale o riconoscimento facciale si è detto tanto: diversi attori da Apple, a Mastercard a Samsung stanno da tempo esplorando un terreno che è già realtà in molte parti del mondo.

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L’ultima novità arriva dalla Cina dove la Tsinghua University, un istituto di ricerca a Pechino, ha lavorato con la Tzekwan, una società finanziaria, per produrre il primo sportello Atm che permette di ritirare le banconote tramite il riconoscimento del volto dell’utente. Questa volta la biometria gioca dunque in favore del cash. Lo sportello “biometrico” permette infatti di ritirare contatti da una qualunque carta bancomat grazie ad una telecamera incorporata che catturati i dettagli del volto li confronta con la foto identificativa presente nel database. Una volta appurata l’identità, il ritiro del denaro è consentito.

Più sicuro del 20% di Pin e password

La tecnologia permette il riconoscimento anche quando il volto della persona dopo un po’ di anni cambia rispetto a quello della foto archiviata. Il lancio sul mercato dovrebbe essere prossimo anche se non è chiaro come avverrà il set-up, chi produrrà i nuovi Atm e come verranno raccolti i dati fotografici dei clienti, soprattutto quelli che hanno già un conto corrente. Un sistema comunque che ha avuto anche l’appoggio del governo anche perché secondo gli studi condotti avrebbe un’accuratezza del 20% in più rispetto agli attuali sistemi di prelievo con Pin e password e permetterebbe così un’efficacia maggiora nella lotta contro le frodi e i furti. Proprio per questo potrebbe far gola anche al mercato occidentale: solo qualche giorno fa, il Wall Street Journal aveva rivelato che, negli Stati Uniti, il furto di dati dagli Atm ha raggiunto il picco massimo degli ultimi 20 anni.

Nanotecnologia che prevede l’arresto cardiaco conquista Obama

A 18 anni inventa una nanotecnologia che prevede l’arresto cardiaco (e conquista Obama)

     http://smartmoney.startupitalia.eu   Alessandro Frau

Ruchi Pandya, a soli 18 anni, ha inventato un device in grado di di rilevare un arresto cardiaco 72 ore prima del suo avvento. L’invenzione ha colpito anche il Presidente Obama che ha deciso di riceverla alla Casa Bianca.

Ruchi Pandya ha 18 anni e a marzo la sua vita è cambiata per sempre. Per lei, infatti, si sono spalancati i cancelli della Casa Bianca, invitata con altri 99 suoi coetanei, dallo staff di Barack Obama. Ruchi ha avuto un’ulteriore opportunità: un colloquio privato con il Presidente per parlare della sua piccola, rivoluzionaria, invenzione. Si tratta di un sensore in grado di prevedere un arresto cardiaco con 72 ore di anticipo. Una nanotecnologia in grado di salvare moltissime persone.

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Come funziona

Ruchi frequenta l’ultimo anno del Lynbrook High School di San Jose, in California, ma già da molti anni si dedica a studiare e sviluppare nanotecnologie. Usando piccolissime nanofibre in carbonio, ha creato un piccolo device composto da diversi bio-sensori capaci di diagnosticare alcune malattie cardiache. In poche parole, questo quadrato di circa un centimetro, potrebbe salvare molte vite, prevenendo un attacco di cuore con 72 ore di anticipo.

La nanotecnologia che ho inventato usa un’unica goccia di sangue per rilevare una determinata concentrazione di proteine che sono tra gli indicatori principali dell’arresto cardiaco” spiega Ruchi “Lo strumento può attualmente localizzare la quantità di queste proteine nel flusso sanguigno di un individuo e avvertirlo se la quantità identificata comporta questo rischio”.

Il dispositivo è 250 volte più sensibile ed efficace di quelli che oggi vengono convenzionalmente usati per questo tipo di problemi. Ma soprattutto, in prospettiva, è molto meno costoso. Quindi accessibile ad una fascia più ampia di persone. E le potenzialità sono moltissime: basterebbe cambiare una proteina per scoprire il trasporto di materiali potenzialmente pericolosi (bio-terroristici) in luoghi come gli aeroporti.

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Il futuro di Ruchi

Le nanotecnologie sono uno dei maggiori interessi di Ruchi fin da quando era ai primi anni del liceo. Ha fatto parte di un gruppo che al tempo, insieme all’Università di Stanford, era riuscito a sviluppare un metodo per la purificazione dell’acqua attraverso un sistema innovativo di filtraggio:

Queste tecnologie hanno un fascino unico: sono così piccole in confronto all’impatto infinitamente grande che possono avere per le persone e per la società.

Nello scorso novembre il device di Ruchi si è classificato quarto alla “Siemens Competition in Math, Science e Technology”. Un risultato notevole se si pensa che i partecipanti erano oltre 1.800. Il suo prossimo obiettivo? Entrare in un’Università prestigiosa come Harvard o Stanford per continuare i suoi studi e inventare altre “minuscole” soluzioni. E la lettera di presentazione arriva direttamente dal Presidente Obama: «Really proud of you, congratulations»