Immuni App: tutto quello che c’è da sapere

immuni app cosa è e come funziona, lìimmagine mostra una persona con una maglia con su scritto io non sono immune

Immuni app“: con la riapertura delle scuole, la ripresa delle attività e con la fine dell’estate ecco di nuovo rialzarsi i casi di Covid.
I telegiornali non fanno che parlare di una ripresa dell’emergenza sanitaria, e si ritorna anche a discutere di “Immuni”, scaricata da tanti ma non ancora molto utilizzata a causa dei numerosi dubbi e domande.

Scopriamo assieme di cosa si tratta e come funziona, cercando di chiarire e rispondere a tutto!

Cosa è app Immuni

Immuni” è un’Applicazione gratuita gestita dal Governo Italiano.
Un’App ideata durante l’emergenza da Covid-19 in grado di avvisare, tutta la schiera di persone con cui si è entrati in contatto in caso di positività al virus. Oppure conoscere se siamo entrati in contatto con persone a loro volta contagiate e poter prendere tutte le precauzioni del caso.

Il suo utilizzo non è obbligatorio ma fortemente consigliato.

App Immuni come funziona

Ora rispondiamo alla domanda: “app Immuni come funziona?
L’ “app Immuni” funziona come strumento di contenimento del virus, grazie al sistema di tracciamento dei contatti tramite Bluetooth Low Energy e non GPS. Questo nel pieno rispetto dell’anonimato e della privacy di ognuno.

I dati personali non vengono registrati né gli spostamenti tracciati.
Il “contact tracing” avviene tramite uno scambio di codici generati casualmente tra smartphone.

Per questo è necessario che “Immuni” venga scaricata da tutti coloro che hanno più di 14 anni (in quest’ultimo caso dietro il permesso dei propri genitori). Pensata anche per coloro che hanno problemi di disabilità visiva.

Solo così diventa un reale strumento utile per fare prevenzione.
Per aiutare noi e agli altri a contenere il contagio.

Come scaricare app Immuni

Immuni” può essere scaricata sul sito ufficiale dell’appimmuni oppure tramite Google Play, l’App Store e al momento funziona correttamente solo nel nostro Paese.

Come installare “Immuni”

Una volta installata l’ “app Immuni” ufficiale sul proprio smartphone, è necessario tenere il bluetooth del cellulare sempre acceso.

Assicurarsi che il servizio sia attivo, in caso contrario basterà attivare nuovamente l’app attraverso il comando dedicato “riattiva app Immuni”.
Attivare il servizio di notifica e in caso di messaggi o avvisi seguire le indicazioni riportate.
Non c’è bisogno di alcuna registrazione né id o password per accedere.

Semplice no?

Sono positivo al Covid, cosa devo fare?

Nel caso di positività al Covid-19 l’app Immuni da la possibilità di avvisare le persone con cui si è entrati in contatto. Questo avviene dalla funzione “segnala positività” presente sull’ “app Immuni“.
Apparirà il proprio codice monouso da fornire all’operatore sanitario che comunica l’esito positivo del tampone per l’autorizzazione e la segnalazione tramite app, senza diffondere alcun dato personale.

Le persone che sono entrate in contatto con te per almeno 15 minuti e che hanno installata l’app sul proprio cellulare riceveranno infine una notifica con le indicazioni possibilmente da seguire: contattare il medico di base e rimanere i prossimi giorni a casa in quarantena.

Successivamente è possibile aggiornare il tuo stato sull’app con informazioni aggiuntive, come il risultato di un nuovo tampone negativo.

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Lavoro Agile significato e caratteristiche

Lavoro Agile significato e caratteristiche. L'immagine mostra una tipica postazione di smart working con pc portatile e una tazza di caffe al suo fianco.

Lavoro Agile significato e caratteristiche, guai a confonderlo con il semplice lavoro da casa!

In quest’ultimo anno si è sempre più parlato del fenomeno del lavoro agile e dello smart working.
Molte aziende costrette a chiudere i loro uffici durante la pandemia da Coronavirus ne hanno fatto sempre più ricorso.

Un trend del momento quello del lavoro agile, legato all’improvviso lockdown degli scorsi mesi o un’impostazione destinata a perdurare ancora a lungo all’interno delle aziende?
Staremo a vedere, ciò che è certo è la necessità che questa nuova modalità di esecuzione del lavoro venga opportunamente regolata e tutelata.

La regolamentazione del lavoro agile o in smart working è necessaria affinché questa modalità di esecuzione del lavoro, nata per meglio rispondere alla necessità del lavoratore – di accordare i crescenti impegni della propria vita privata con il lavoro – non venga invece utilizzata dalle aziende per controllare a distanza e sfruttare i propri dipendenti.

Lavoro Agile significato e Smart Working Traduzione

Cosa significa Smart Working?

Rispondiamo ora al semplice quesito di “cosa significa smart working” ma che crea confusione ancora in molti di noi.
Il termine inglese “smart working” può essere tradotto letteralmente in italiano con “lavoro agile” o “lavoro intelligente“.

Perciò quando parliamo di lavoro agile significato ci riferiamo allo smart working e viceversa.

Lavoro Agile significato: normativa

Lavoro agile significato è contemplato nella Legge n.81 del 22 maggio 2017 Capo II, la quale fornisce una definizione esaustiva del termine smart working, chiamata per questo anche “legge sul lavoro agile”.

Il lavoro agile significato: “è la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.”

Ecco invece “cosa significa smart working”, secondo la definizione del Ministero dell’istruzione dell’università e della Ricerca – MIUR:

Smart working o lavoro agile significato: “è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro.
Una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.”

Dalle definizioni date del lavoro agile significato al pari dello smart working, si evidenzia come si tratti di una nuova modalità di esecuzione del lavoro e non di una nuova tipologia di contratto del lavoro rispetto a quelle già esistenti.
Non confondete le due cose!

Il contratto alla base è sempre di tipo subordinato a tempo determinato o indeterminato, ma le modalità di esecuzione previste all’interno di questo differiscono in alcuni parti.

Spesso in Italia si fa erroneamente riferimento allo Smart Working o Lavoro Agile, soprattutto quando si usano indistintamente i termini: smart working, remote working e home working.

Vanno fatte alcune precisazioni a riguardo per sottolineare il fatto che non si tratta della stessa cosa!

Smart Working vs Remote Working

Lo smart working non va confuso con il remote working!

Il primo rappresenta una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l’azienda e la sua organizzazione. Quella di dare maggior peso al raggiungimento degli obiettivi e non tanto a come questi vengono raggiunti.

Il remote working è invece letteralmente “lavoro da remoto”, a distanza. Corrisponde al più vecchio telelavoro. L’attività lavorativa in questo caso avviene si al di fuori dell’azienda ma esattamente con le stesse modalità di quella svolta in ufficio.

Cosa ben diversa perciò dal più flessibile e innovativo lavoro agile in smart working, legato invece ai risultati prodotti da raggiungere con nuove modalità di lavoro perlopiù digitali.

Lo smart working invece è dettato da una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere il lavoro e l’organizzazione aziendale.
Uno stravolgimento innovativo al livello di cultura aziendale.

Smart Working vs Home Working

Lo smart working è diverso anche dall’home working.

L’home working letteralmente è “lavoro da casa”, ed è proprio il fatto che il lavoro avvenga da casa e non da altro luogo diverso dall’azienda che lo distingue a sua volta dal remote working.

Come detto anche precedentemente lo smart working o lavoro agile è tutt’altro.
L’innovazione è legata al nuovo focus ora spostato sugli obiettivi raggiunti, sui risultati.

Esso avviene con modalità di erogazione del lavoro nuove, flessibili in termini di gestione autonoma di tempistiche e luogo di lavoro. Anche in questo caso cambiano gli strumenti e le modalità utilizzate nello svolgimento del lavoro.

Come funziona lo Smart Working o Lavoro Agile

Dopo aver trattato la parte relativa al “lavoro agile significato” passiamo a vedere come questo funziona e quali sono le sue caratteristiche.

Dalla definizione vista precedentemente di lavoro agile, si percepisce come questa particolare modalità di esecuzione del lavoro. Resta in tutti in modi legata a un contratto di lavoro subordinato alla base, che poi può essere sia a tempo determinato che a tempo indeterminato.

Esso scaturisce dalla sopravvenuta necessità di rispondere prontamente alle nuove sfide che il nuovo assetto socio economico e familiare ci ha imposto, soprattutto a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Eccezione: Smart Working e DPCM Marzo 2020

A seguito dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, nel marzo 2020 il DPCM del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha invitato tutte le aziende la cui attività poteva essere svolta anche da remoto, a utilizzare lo strumento del lavoro agile.

Il lavoro agile prevede la stipula di un accordo scritto tra datore di lavoratore e lavoratore (legge n. 81 del 2017).
Tutto ciò è stato semplificato nel DPCM marzo 2020 e prolungato per tutto il periodo di stato di emergenza.

É stato permesso alle aziende – in maniera unilaterale – di ricorrere al lavoro agile, inviando semplicemente una richiesta telematica unilaterale contenente i dati del lavoratore in questione, in assenza di un accordo ad hoc tra le parti interessate.
Tutto ciò a discapito del lavoratore e in assenza di una regolamentazione chiara.

Il fine era quello di permettere alle aziende di continuare lo svolgimento della loro attività produttiva anche durante il lockdown e non rischiare così di chiudere i battenti.
Ciò però si è tramutato in molti casi nello sfruttamento dei lavoratori in “smart working” a casa.

Un vero e proprio peggioramento delle condizioni lavorative a cui erano soggetti i dipendenti. Questi poi hanno per la maggior parte taciuto pur di mantenere il loro posto di lavoro.
Assenza di pause, orario di lavoro prolungato, comunicazioni a tutte le ore del giorno seguito spesso da un senso di frustrazione e inadeguatezza generale.

Con questo non vogliamo dire che lo smart working è negativo, tutt’altro! Esso rappresenta una grande opportunità per le aziende e gli stessi lavoratori. Una soluzione per conciliare meglio gli impegni lavorativi con quelli personali e sociali, purché venga opportunamente regolato e fatto rispettare.

Nuovo scenario dopo il 15 ottobre 2020

Il 15 ottobre 2020, decade lo stato di emergenza legato al Covid-19 previa diversa comunicazione, stando anche alle notizie poco incoraggianti sulla crescita dei nuovi casi positivi in tutto il Mondo.

Da quella data inoltre le aziende non potranno più accedere al lavoro agile attraverso la modalità semplificata stabilita dal DPCM del mese di marzo 2020, in piena emergenza sanitaria.

Dal 16 di ottobre 2020 dovrebbe perciò venire applicata la Legge n.81 del 22 maggio 2017 Capo II che regolamento il lavoro agile detto anche smart working.

Cosa prevede lo smart working secondo la Legge n.81 del 22 maggio 2017 Capo II

La legge n.81 del 22 maggio del 2017 prevede che la modalità di esecuzione del lavoro in smart working, sia prevista all’interno di un regolare contratto di lavoro subordinato. Sia esso a tempo determinato che indeterminato.
Questo tramite accordo scritto stipulato tra le parti, datore di lavoro e lavoratore.

Il contratto da lavoro agile al suo interno deve riportare:

  • Durata del rapporto di lavoro;
  • Retribuzione;
  • Orario di lavoro e fasce di reperibilità del lavoratore (a discrezione delle parti) e diritto alla disconnessione;
  • Organizzazione del lavoro da remoto e monitoraggio da parte del datore di lavoro;
  • Strumentazione necessaria a supporto dell’attività da svolgere;
  • Eventuale modalità di recesso dal contratto;
  • Data e firma per accettazione delle parti.

Approfondimento

Nelle piccole aziende, per le quali la scelta di inserire precisi precise per esempio in merito a: la fascia oraria di lavoro o quella di reperibilità, viene lasciata alla discrezione delle parti.

Diversamente nelle grandi aziende più strutturate, questi aspetti vengono stabiliti tramite precisi accordi con i sindacati.

Per quanto riguarda la retribuzione, il lavoratore in smart working ha diritto ad essere retribuito al pari dei suoi colleghi che svolgono le stesse mansioni seppur in sede, come da contratto collettivo nazionale del lavoro.

Non mutano perciò le mansioni svolte dal lavoratore agile, né il ruolo da questo ricoperto in azienda. A cambiare è solo la modalità in cui avviene la prestazione del lavoro.

Per questo elementi come i buoni pasto o le indennità di trasferte, non sono contemplate per il lavoratore in smart working, se non nel limite dei giorni lavorativi in cui si è prestato fisicamente servizio in azienda.

Obblighi delle parti

Il lavoratore agile deve continuare a rispettare gli obblighi legati alla privacy in merito alle informazioni dell’azienda di cui è a conoscenza.
Egli continua inoltre ad avere diritto alla tutela contro infortuni sul lavoro e malattie professionali legati all’attività svolta (INAIL – circolare n. 48 del 2017).

Periodicamente inoltre, il datore di lavoro è tenuto a informare il suo dipendente agile, sulla sicurezza sul lavoro e i particolari rischi legati all’attività da remoto.

Il datore di lavoro è tenuto a specificare nel contratto, la modalità attraverso cui monitorare l’andamento dell’attività svolta da remoto.
Lo Statuto dei lavoratori disciplina questo aspetto attraverso la Legge del 20 maggio del 1970 n.300 art. 4.

L’azienda è tenuta a fornire al lavoratore tutti i dispositivi che permettono lo svolgimento del lavoro in smart working, quali: pc, stampante e quant’altro (ex art. 1803 e seguenti del c.c.). Oltre a dover provvedere alla manutenzione degli stessi.

In caso di malfunzionamenti dei dispositivi di lavoro, il lavoratore agile deve prontamente comunicarlo alla sua azienda. Egli non intervenire autonomamente senza opportuna autorizzazione.

Infine, non esistono precisi orari di lavoro o un luogo fisico da cui si deve lavorare, tutto sta alla propria discrezione e agli accordi fissati per iscritto nel contratto tra le parti.

Smart Working orario di lavoro

Abbiamo visto che la Legge n.81 del 22 maggio 2017 Capo II non preveda l’esistenza di precisi orari di lavoro o un preciso luogo fisico da cui svolgere il proprio lavoro, se non a discrezione delle parti in questione, tenuti in tal caso a riportarli per iscritto nel contratto.

Il lavoro in smart working può essere svolto in base ad un’organizzazione dell’attività lavorativa scadenzata in base agli obiettivi da raggiungere. Oppure stabilendo delle vere e proprie fasce orarie, da non confondere con le fasce di reperibilità.

Le fasce orarie di reperibilità, sono quelle in cui il dipendente in smart working si rende disponibile a ricevere comunicazioni da colleghi e responsabili. Queste tramite: mail, chat e call, a cui egli è tenuto a rispondere.

La reperibilità non per forza si sovrappone alla fascia oraria di lavoro (se stabilita) e resta il diritto del lavoratore agile di disconnettersi dai dispositivi al di fuori delle fasce di lavoro per assicurare che vita privata e lavoro concilino tra loro.

Smart Working a chi spetta e a chi conviene

Possono lavorare in modalità smart working tutti coloro che svolgono un’attività che può essere svolta in un luogo diverso dalla sede della propria azienda senza compromettere la buona riuscita delle proprie prestazioni lavorative.

Ci sono poi categorie di persone che hanno maggiore urgenza ad accedere al lavoro agile o smart working.
Parliamo in particolare dei dipendenti di aziende private con figli a carico e dei lavoratori con esenzione 104 o che assistono disabili.

Smart Working per chi ha figli: il Congedo Parentale

Fino al 15 ottobre 2020, lo smart working per chi ha figli spetta ai dipendenti privati con figli a carico, con età inferiore ai 14 anni d’età che si trovano in quarantena a causa del virus da Covid-19.

Più che di smart working con figli, è stato chiamato “congedo parentale” e lo ha previsto il Decreto legge del 19 maggio 2020, n. 34.

Si applica purché l’attività lavorativa del genitore in questione possa essere svolta anche da casa e che nessun altro componente del nucleo familiare usufruisca già del congedo. Oppure al momento non lavori o abbia beneficiato di altri sostegni durante il Covid-19.

Chi lavora in Smart Working ha diritto al bonus baby sitter?

Chi lavora in smart working ha diritto al bonus baby sitter, o almeno non è specificato il contrario all’interno del decreto di marzo 2020.

É invece chiarito che il bonus baby sitter non può essere richiesto da chi ha già fatto domanda per il congedo parentale.
Nemmeno nel caso in cui uno dei due genitori non lavora oppure beneficia di altri tipi sostegno al reddito.

Smart Working per chi assiste disabili

Lo smart working per chi assiste disabili in casa o è a sua volta affetto da disabilità, spetta loro secondo quanto previsto dal Decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18 (convertito in legge n. 27 del 24 aprile 2020).
Questo fino al 31 gennaio 2021 data in cui decade lo stato di emergenza precedentemente fissata al 15 ottobre 2020 .

Come per i lavoratori privati con figli a carico, anche in questo caso l’attività lavorativa svolta deve però essere esercitabile compatibilmente anche da casa.

Smart Working come attivarlo

Come richiedere lo smart working?

Per richiedere e attivare il lavoro agile o smart working, fino al 15 ottobre 2020 basta una richiesta unilaterale da parte del datore di lavoro il quale deve comunicare i dati del lavoratore.

Nel caso di contratto di lavoro agile a tempo indeterminato, si hanno 30 giorni di tempo di preavviso per recedere.
Questi poi slittano a 90 giorni nel caso di lavoratore disabile.

Diversamente a partire dal 16 ottobre 2020 – data in cui dovrebbe entrare in vigore la legge n. 81 del 22 maggio 2017 – ci sarà invece nuovamente bisogno di un accordo bilaterale.
Accordo che andrà in forma scritta tra datore di lavoro e lavoratore, che rispetti i requisiti visti sopra.

Si tratta sempre di un contratto di tipo subordinato – a tempo determinato o indeterminato – a cui allegare il documento con l’accordo di smart working completo in tutte le sue parti. Compresa la motivazione alla base di tale scelta.
L’invio della richiesta di smart working, si effettua collegandosi alla piattaforma telematica sul sito del Ministero del Lavoro.
L’accesso è diretto con le proprie credenziali personali oppure attraverso modalità SPID.

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Inizio scuola 2020: Prevenzione e Gestione del Covid 19

Inizio Scuola 2020 in sicurezza da Covid 19. L'immagine mostra una serie di colori a pastello e altri prodotti colorati di cancelleria per la scuola

L’inizio scuola 2020 a settembre è previsto per il giorno 14 di lunedì.
Per alcune scuole invece la data del rientro è stata fissata più avanti al 24 settembre, per dar modo di ultimare gli ultimi preparativi per un inizio scuola in sicurezza.

Sicuramente un momento tanto atteso anche se desta non poche preoccupazioni tra le mamme, gli operatori scolatici e gli stessi alunni.
Le perplessità e le preoccupazioni sono legate non tanto alla riapertura o meno delle scuole, quanto al come questo inizio scuola avverrà.

Misure adottate

È su questo che il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione hanno lavorato duramente in quest’ultimo periodo.

Lavoro che ha portato all’elaborazione del “Documento Tecnico Scientifico” sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico. Il Documento in questione è stato elaborato il 28 maggio 2020, con aggiornamento del Comitato Tecnico Scientifico n. 104 del 31 agosto 2020.

Il Ministero dell’Istruzione si è impegnato inoltre a predisporre una serie iniziative utili ad agevolare l’attuazione delle indicazioni sanitarie contenute all’interno del “Documento Tecnico Scientifico” in questione, attraverso il “Protocollo di Sicurezza per l’inizio scuola a settembre“.

Ogni istituto, è tenuto ad attivare tutte le indicazioni fornite all’interno del Documento Tecnico Scientifico e Comitato Tecnico Scientifico del 31 agosto,oltre alle linee guide nazionali.

Inoltre i dirigenti scolastici hanno il dovere di informarne il personale scolastico, gli alunni e le loro famiglie.
Di tenerli aggiornati anche in merito alle nuove disposizioni che man mano emergeranno, attraverso opportuna comunicazione anche digitale.

Tutte queste misure possono ovviamente contribuire a ridurre e contenere il rischio di contagio da Covid 19 in previsione dell’inizio scuola di settembre, ma non sono sufficienti ad annullare del tutto il rischio.
Ecco perché a questi si aggiunge poi il “Rapporto ISS Covid 19 n. 58/2020” (ultima versione del 21 agosto 2020).

Il “Rapporto ISS Covid 19 n. 58/2020” (ultima versione del 21 agosto 2020), fornisce le Indicazioni Operative per l’identificazione precoce e la Gestione dei casi e dei focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole.

Documento Tecnico 2020 – principi cardine

Alla base del “Documento Tecnico Scientifico” del 28 maggio 2020, troviamo i seguenti principi cardine per l’inizio scuola a settembre quest’anno:

  • Il distanziamento fisico di almeno un metro tra persone, e di due metri invece quello tra la cattedra, l’insegnante e i banchi degli allievi.
  • L’uso obbligatorio della mascherina, meglio se chirurgica. Tranne per i soggetti disabili impossibilitati all’uso prolungato di questo dispositivo di prevenzione.
  • La corretta igiene delle mani e rigorosa sterilizzazione degli ambienti e degli oggetti.
  • Una formazione e informazione sanitaria accurata sull’utilizzo corretto dei dispositivi di prevenzione sanitaria e del moro smaltimento nel pieno rispetto dell’ambiente, da parte del dirigente scolastico agli alunni, le loro famiglie e agli operatori scolastici.
  • La collaborazione tra il servizio sanitario e ospedaliero territoriale e gli istituti scolastici per tutto ciò che concerne l’attività di supporto, monitoraggio e accertamento di presunti casi di Covid 19. Questo al fine di assicurare il contenimento della pandemia e il pronto intervento in caso di necessità, così da evitare l’aggravarsi della situazione e limitare i possibili danni.

Protocollo di sicurezza per la ripresa delle scuole a settembre in sicurezza

Il Ministero dell’Istruzione attraverso il “Protocollo di sicurezza per l’inizio scuola a settembre“, si è impegnato ad attuare una serie di iniziative e servizi, quali:

  • Offerta di un servizio di help desk dedicato alle scuole, da contattare per chiarimenti, assistenza amministrativa e contabile delle risorse che gli sono state erogate per la gestione dell’emergenza sanitaria in corso e per raccogliere eventuali segnalazioni o domande. Il servizio è già attivo dal 24 agosto 2020, nei giorni dal lunedì al sabato durante l’orario di ufficio (per maggiori informazioni sul servizio clicca qui).
  • Creazione di un Tavolo Nazionale Permanente di confronto e verifica sull’effettiva attuazione nelle scuole delle disposizioni contenute all’interno del Documento Tecnico Scientifico e sulle segnalazioni arrivate in merito. Questo Tavolo sarà presieduto dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istruzione e dai rappresentanti delle OO.SS. – Organizzazioni Sindacali.
  • Nascita di un Tavolo di Lavoro permanente presso gli Uffici Scolastici Regionali con i rappresentanti di questi, delle Organizzazioni Sindacali firmatarie il protocollo, rappresentanti degli Enti Locali, rappresentanti dei Servizi di Igiene Epidemiologica e della Protezione Civile territoriale.
  • Impegno a fissare un incontro con cadenza almeno mensile tra il Ministero e almeno tre Organizzazioni Sindacali per l’attuazione di tale Protocollo.

Rapporto ISS n.58/2020 aggiornato al 21 agosto

Il “Rapporto ISS n.58/2020” aggiornato al 21 agosto 2020, contiene le indicazioni operative per l’identificazione precoce e la gestione dei casi di Sars Covid 19 nelle scuole per un inizio scuola 2020 in sicurezza.

Indicazioni per l’individuazione precoce dei casi

Le indicazioni per l’individuazione precoce dei casi di Covid 19 contemplate nel “Rapporto ISS n.58/2020” per l’inizio scuola, sono le seguenti:

  • Attivare negli istituti scolastici un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico. Inoltre il personale scolastico è tenuto a controllare la temperatura corporea degli alunni, qualora questi presentassero dei sintomi. In caso di un reale caso sospetto essi devono contattare immediatamente il medico.
  • Sensibilizzare il personale scolastico sulla pronta individuazione di eventuali sintomatologie sospette al’interno dell’istituto e la loro gestione.
  • Rafforzare il collegamento tra scuole e strutture sanitarie, identificando per ogni istituto scolastico dei dirigenti formati appositamente sul Covid 19, e dei referenti scolastici all’interno del Dipartimento di Prevenzione (Ddp), essi avranno il compito di interfacciarsi tra loro al bisogno.
  • Coinvolgere le famiglie degli alunni nell’attività di controllo e individuazione dei casi di covid 19, chiedendo loro di monitorare quotidianamente la temperatura corporea dei loro figli a casa, prima di portarli a scuola. Gli stessi genitori sono tenuti a comunicare tempestivamente assenze dei loro figli per motivi di salute ricollegabili al virus, anche nel caso in cui questi siano entrati in contatto diretto con un caso di Covid 19 accertato.
  • Ridurre l’accesso dei visitatori all’interno degli istituti scolastici ai soli casi di reale necessità. La scuola è inoltre tenuta a tenere traccia tramite un apposito registro, dei contatti di alunni e personale scolastico avuti in ambito scolastico.
  • Accesso contingentato agli spazi comuni e per un tempo limitato, sempre nel rispetto della distanza minima di sicurezza.
  • Servizio di assistenza e sostegno psicologico promosso dal Ministero dell’Istruzione e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, con lo scopo di aiutare a gestire lo stress e le preoccupazioni che una situazione simile è in grado di generare.
  • Predisposizione di un Piano di Assistenza Sanitaria Straordinaria e di un medico referente per ogni scuola, da parte del datore di lavoro per i “lavoratori fragili” in quanto maggiormente esposti al rischio di contagio.

Indicazioni sulla gestione di presunti o accertati casi di Covid 19

Per quanto riguarda invece la gestione di presunti o accertati casi di Covid 19, il Rapporto ISS n.58/2020” aggiornato al 21 agosto 2020, prevede che in caso in cui si presenteranno dei casi sospetti o accertati di Covid 19, sarà necessario:

  • Dare adeguata comunicazione ad alunni, famiglie e personale scolastico riguardo la necessità di contattare immediatamente un medico e restarsene a casa propria.
  • Stabilire assieme al Dipartimento di Prevenzione un Protocollo Standard sulle modalità e le tempistiche con cui avvisare le famiglie degli alunni, da rispettare nel pieno rispetto della privacy di ognuno.
  • Adibire all’interno di ogni scuola di un apposito ambiente per accogliere e isolare un eventuale caso sospetto di Covid 19 oltre a definire uno specifico Piano di Sanificazione Straordinaria per l’ambiente in questione e tutte le altre stanze e oggetti entrate in contatto con il caso sospettato di Coronavirus.
  • Predisporre un apposito Piano Scolastico per la Didattica Digitale a Distanza, nel caso in cui si dovessero necessariamente bloccare nuovamente le lezioni in aula.

Conclusioni

Queste le principali misure disposte ad oggi in vista dell’inizio scuola 2020 di settembre, sapendo già che queste saranno soggette ad aggiornamento continuo nei prossimi mesi.

L’arrivo della stagione fredda porta con sé anche altri virus influenzali con sintomatologia iniziale a volte simile a quella del virus Sars Covid 19.
Questo non farà che rendere più complicata l’identificazione dei casi realmente sospetti di Coronavirus, per questo la collaborazione di tutti è indispensabile.

Sarà un inizio scuola particolare ma comunque auguriamo a tutti gli alunni e alle loro famiglie di godersi, per quanto possibile il ritorno progressivo alla quotidianità che per mesi ci è stato negato.
Fare tesoro di quell’esperienza per comprendere a fondo la gioia e i benefici dello stare assieme seppur in un modo nuovo, diverso, più responsabile.

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