RED Pensionati: cos’è, chi deve presentarlo e chi no e cosa si rischia

modello red pensionati scopri perchè i pensionati devono presentare questo modello di dichiarazione dei redditi, chi è tenuto a presentarlo e chi no e cosa si rischia a non presentare il red pensionati

RED Pensionati, facciamo un po di chiarezza.
Dopo il periodo di quarantena forzata, in questi giorni riprendono le attività, si cerca di tornare alla normalità seppur inevitabilmente cambiata da quella che ricordiamo.

Dobbiamo tutti fare i conti anche con le scadenze imminenti, alcune prorogate ma comunque non per questo annullate.
Lo sanno bene i pensionati che i primi di giugno devono fare i conti con la presentazione del Modello RED. Sono rimasti ormai pochi giorni utili per presentare il modello in tempo per la nuova data di scadenza.

Cerchiamo di fare chiarezza su cos’è il Modello RED pensionati, a cosa serve e chi è tenuto a presentarlo e chi no.
E soprattutto, cosa rischia chi invece non lo presenta o lo fa in ritardo?

RED Pensionati cos’è?

Il Modello RED pensionati non è altro che una dichiarazione che sono tenuti a presentare ogni anno tutti i soggetti che sono titolari oltre che di una pensione INPS, anche di altre prestazioni collegate al reddito.

Esso ha lo scopo di attestare che la persona in questione sulla base del reddito percepito, mantengono il diritto a ricevere le prestazioni previdenziali e assistenziali.

Inoltre grazie a modello RED si riesce a determinare correttamente l’importo delle tasse che questi pensionati sono tenuti a pagare ogni anno, in relazione ai redditi percepiti.

Tipologie di redditi soggetti ad accertamenti

Tra i redditi soggetti ad accertamenti e verifica, vi rientrano:

  • i redditi da lavoro;
  • quelli previdenziali percepiti in Italia e all’estero;
  • gli arretrati degli anni precedenti;
  • rendite da immobili (non della prima casa);
  • proventi derivanti da partecipazioni;
  • redditi da prestazioni assistenziali.

Soggetti obbligati a presentare il Modello RED

I soggetti obbligati a presentare il Modello RED pensionati – secondo la circolare del 30 novembre 2015 n. 195 – sono i seguenti:

  • chi percepisce oltre alla pensione INPS, anche altri redditi rilevanti che vanno comunicati all’Agenzia delle Entrate ma in maniera diversa. Ne sono un esempio i redditi da lavoro autonomo o da lavoro occasionale;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito solo redditi da pensione INPS;
  • chi ha subito una variazione nella situazione reddituale rispetto a quanto dichiarato l’anno precedente;
  • i titolari di altri redditi oltre a quelli da pensione ma che non sono tenuti a presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Come nel caso del reddito da prima casa;
  • quanti hanno percepito entrate da prestazioni collegate al reddito che non vanno comunicate all’Agenzia delle Entrate, quali: interessi bancari e postali, proventi da investimenti ecc…

Chi non deve presentare il Modello RED?

Non devono presentare il Modello RED, quei pensionati che nonostante risiedono in Italia e beneficiano anche di altre prestazioni previdenziali e assistenziali, hanno già dichiarato integralmente tutti i loro redditi all’Agenzia delle Entrate.

Quando si deve presentare il Modello RED 2019?

Attualmente l’ultima data utile per la presentazione del Modello RED 2019 è stata fissata all’08 giugno 2020.

Inizialmente la scadenza era il 29 febbraio 2020, ma poi è stata prorogata più volte a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.
Prima al 18 maggio e infine ai primi di giugno.

Tale proroga ha interessato la presentazione della seguente documentazione: il Modello RED, campagna ordinaria del 2019 e Campagna solleciti del 2018.

Nuove modalità di presentazione del modello RED pensionati

I pensionati che sono tenuti alla presentazione della dichiarazione del modello RED riferito all’anno 2019, possono farlo scegliendo tra una delle seguenti modalità:

  • online nella pagina dedicata sul portale dell’INPS: “RED semplificato” e “Dichiarazioni di responsabilità”, entrando con le credenziali d’accesso personali (PIN dispositivo, lo SPID, la Carta Nazionale dei Servizi o la Carta Identità Elettronica 3.0);
  • contattando il servizio assistenza dedicato al numero gratuito: 803164 da telefono fisso, o dallo 06164164 per le chiamate da rete mobile.
  • Recandosi presso il proprio CAF di fiducia o altri soggetti abilitati e convenzionati con l’INPS.

Ma in quest’ultimo caso ci sono delle eccezioni.
Coloro che non hanno dichiarato altri redditi – oltre alla loro pensione – nell’anno precedente, non possono rivolgersi al CAF.

Questi possono però utilizzare una delle altre metodologie precedentemente descritte: Contact Center, online sul sito dell’INPS o recandosi personalmente presso uno degli uffici dislocati su tutto il territorio.

Documenti necessari per la presentazione del Modello RED pensionati:

I documenti necessari per la presentazione del Modello RED sono i seguenti:

  • il Cud su eventuali arretrati, liquidazione o buonuscita;
  • la dichiarazione dei redditi;
  • attestazione di eventuali interessi bancari o postali percepiti;
  • documentazione di eventuali altri redditi.

Cosa succede a chi non presenta il RED pensionati?

Sono i pensionati a doversi informare presso l’INPS o il loro CAF di fiducia, se rientrano o meno tra i soggetti che sono tenuti a presentare il Modello RED.
Infatti l’INPS non invia loro alcuna comunicazione.

I pensionati che seppur tenuti alla presentazione del Modello RED entro i termini, non lo fanno, rischiano:

  1. la sospensione del versamento della prestazione da parte dell’INPS che inoltre si attiverà per recuperare le somme versate durante l’anno di riferimento. Questo nel caso in cui il soggetto interessato non si preoccupa di presentare la dichiarazione dei redditi e né il modello RED e fa trascorrere 60 giorni dalla scadenza di questi. In questo caso si perde anche il diritto alla prestazione;
  2. il pagamento di un importo fino al massimo della pensione percepita durante il corso dell’intero anno, nel caso in cui il modello RED viene presentato oltre la scadenza, ma entro i 60 giorni dal provvedimento di sospensione della prestazione. E se dovuta, la prestazione viene successivamente ripristinata.

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Società Finanziarie ex art. 106: ieri e oggi

Società Finanziarie ex aticolo 106 del testo unico bancario

Nel panorama dei Finanziamenti si sente spesso parlare delle Società Finanziarie ex art. 106.

Sono Intermediari Finanziari che svolgono attività di Intermediazione Finanziaria.

Molti si chiedono cosa siano veramente e se è sicuro rivolgersi ad esse per richiedere un Prestito veloce e sicuro.
In questo articolo chiariremo tutti questi dubbi. Vedremo infatti viene tutelato il cliente che si rivolge ad una Società Finanziaria per un finanziamento!

Perché Società Finanziarie ex 106: cosa significa?

Le Società Finanziarie sono anche dette ex 106.
Questo perché un tempo esse erano previste e regolate dall’articolo 16 del Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione Finanziaria.

Società Finanziarie ex art. 106: Testo Unico Bancario Normativa

La normativa inerente le Società Finanziarie ex art. 106 , è racchiusa all’interno del Titolo V del Testo Unico Bancario, dall’articolo 106 all’articolo 114.

Testo Unico Bancario cos’è?

Il Testo Unico Bancario è quel Testo Unico che in Italia, raccoglie tutte le leggi riguardanti il settore bancario e creditizio.

Società Finanziaria ex art. 106 TUB: chi sono?

L’art. 106 contenuto nel Titolo V del Testo Unico Bancario dice che:

Sono Società Finanziarie quelle imprese che esercitano professionalmente la loro attività nei confronti di un pubblico, in maniera esclusiva o principale”.

Una Società Finanziaria cosa fa?

Ecco cosa fa in breve una Società Finanziaria:

Le Società Finanziarie ex art. 106 esercitano professionalmente la loro attività nei confronti di un pubblico, in maniera esclusiva o principale”.

Nell’elenco delle attività che queste possono svolgere professionalmente – in maniera esclusiva o principale – vi è quella di concessione di finanziamenti.
Attività quest’ultima che, può essere svolta anche fuori sede – sul territorio nazionale – avvalendosi della collaborazione di altre figure, quali:

  • Agenti in Attività Finanziaria;
  • Promotori Finanziari.

Elenco finanziarie ex art 106 tub

Prima del 2010 le Società Finanziarie ex art. 106 tub – Testo Unico Bancario – erano tenute all’iscrizione all’interno di una sezione speciale dell’elenco generale ex art. 106.

Dopo la Riforma Finanziaria del 2010 però le cose sono cambiate…

Riforma Finanziaria 2010

Con il termine Riforma Finanziaria 2010, ci si rivolge comunemente al Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 141 e successive modifiche e integrazioni.

La stessa Riforma Finanziaria con cui si è recepita la Direttiva della Comunità Europea del 2008 sul credito al consumo.

Una Riforma che ha cambiato il Titolo V del Testo Unico Bancario che disciplina l’attività finanziaria non bancaria.

Tra le principali novità introdotte da tale Riforma, abbiamo:

  • l’istituzione di un Nuovo Albo Unico degli Intermediari Finanziari, comprese le Società un tempo iscritte all’elenco speciale ex art 106 TUB;
  • nuove attività di vigilanza su di questi, al fine di garantire una maggiore tutela del consumatore.

Se prima esisteva la sezione speciale degli intermediari finanziari e l’elenco generale, la Riforma del 2010 introduce l’obbligo d’iscrizione degli intermediari all’interno di un Nuovo Albo Unico degli Intermediari.

Obbligo questo che sono tenuti a rispettare tutti quegli Intermediari che vogliono continuare a svolgere legalmente l’attività di concessione dei finanziamenti.

Inoltre la riforma riconosce maggiori poteri agli organi che si occupano di vigilare gli Intermediari Finanziari.

Perché era necessaria questa riforma?

Riforma Finanziaria 2010: obiettivi

La Riforma Finanziaria del 2010 ha molteplici obiettivi.
Primo fra tutti, quello di andare a tutelare gli utenti che si rivolgono agli Intermediari Finanziari per avere accesso al credito.

Il cliente infatti, deve essere messo nella condizione di fare una scelta consapevole nel momento in cui ha davanti dei contratti di intermediazione finanziaria!

Tutto ciò si concretizza con una richiesta di maggiore professionalità e trasparenza, da parte degli Intermediari Finanziari nei confronti del pubblico.

Cosa ha comportato tutto ciò?

La difficoltà ad adeguarsi alla nuova normativa ha portato all’uscita dal mercato di molti professionisti che non avevano i requisiti necessari per l’iscrizione al Nuovo Albo Unico.
Questi infatti non sono riusciti ad adeguarsi ai nuovi standard richiesti dalla normativa.

A questo si aggiunge un inasprimento delle sanzioni e dei provvedimenti.
A discapito di coloro che svolgevano attività di intermediazione finanziaria abusiva.

Tutto questo ha portato ad una riqualificazione dell’intero settore!

Siriofin s.p.a. tra le Società Italiane iscritte al Nuovo Albo Unico

La Siriofin s.p.a. – oltre che in tutta Italia – è anche tra le poche società finanziarie a Roma che, sono riuscite a ottenere l’iscrizione al nuovo Albo Unico introdotto dalla Riforma Finanziaria del 2010.

Questo a conferma della costanza e dell’impegno mostrato in più di 20 anni di attività. Anni investiti nel miglioramento costante dei processi e del prodotto.

A questo si aggiunge il rapporto di reciproco rispetto che ha saputo instaurare nel tempo con i suoi clienti.

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Educazione Finanziaria: perché è indispensabile per gli Italiani!

Educazione finanziaria l'immagine mostra unapersona intenta a far quadrare i conti in casa utilizzando un foglio dove appuntare le spese e una calcolatrice

Educazione Finanziaria nel Mondo

Educazione Finanziaria: al primo posto tra i paesi che registrano le migliori conoscenze e competenze in ambito finanziario, troviamo la Cina, mentre l’Italia si posiziona agli ultimi posti seguita da paesi come l’Argentina e l’India.

Si potrebbe ipotizzare che in parte la causa è legata al fatto che nella maggioranza dei paesi stranieri, i giovani abbandonano il nido familiare molto presto per motivi di studio o per muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Molti di questi si finanziano autonomamente gli studi, lavorando allo stesso tempo.

Molte le scuole che prevedono l’alternanza studio lavoro, retribuito, già con vere e proprie responsabilità.
Questo li porta a sapersi destreggiare già in giovane età con scelte e problematiche legate alla gestione del proprio denaro. Ad acquisire presto dimestichezza con strumenti finanziari aperti a nome proprio.

A tutto questo si aggiunge il fatto che in molti paesi ancora si insegna educazione finanziaria nelle scuole. Assieme a educazione civica, altra materia oggi ancor di più importante.

L’Italia in tutto questo?

Educazione Finanziaria in Italia

In Italia il livello generale di competenze in ambito finanziario è considerato al di sotto della media mondiale.
La maggior parte degli italiani infatti rientra anche per sua stessa ammissione, in quello che definiremo “analfabetismo finanziario”.
Il dato preoccupante che tra questi vi sono anche i giovani, futura speranza del nostro Paese.

Quando parliamo di “ignoranza finanziaria” non ci riferiamo a concetti e conoscenze complesse, avanzate.
Le mancanze in questione infatti si mostrano anche per le attività e le scelte più semplici, quotidiane. Per le quali spesso si agisce in maniera completamente inconsapevole.

La situazione risulta più complicata nel Mezzogiorno d’Italia, migliora invece man mano che si sale dal centro verso il nord.
Mentre nel resto del Mondo tra il gentil sesso spiccano le migliori menti in ambito finanziario, nel nostro Paese si registra la tendenza inversa.
Le donne risultano al momento meno preparate su tali aspetti rispetto agli uomini.

Cerchiamo di capire meglio cosa s’intende quando si parla di questo tema e perché è importante.

Educazione Finanziaria cos’è?

Educazione finanziaria definizione:

Financial literacy is the ability to understand and effectively apply various financial skills, including personal financial management, budgeting, and investing. Financial literacy helps individuals become self-sufficient so that they can achieve financial stability.”
(Fonte: OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Traduzione:
“L’alfabetizzazione o educazione finanziaria è la capacità di comprendere e applicare efficacemente varie abilità finanziarie, tra cui la gestione finanziaria personale, il budget e gli investimenti. L’alfabetizzazione finanziaria aiuta le persone a diventare autosufficienti per raggiungere la stabilità finanziaria.”

Perché è importante l’educazione finanziaria?

La definizione di Educazione Finanziaria fornita dall’OCSE (vedi sopra) racchiude in sé già la risposta a questa domanda.
Come la formazione in generale, anche quella finanziaria aiuta gli uomini ad essere liberi.
Liberi e capaci di ragionare e prendere in autonomia scelte sempre più consapevoli.

Quella finanziaria in particolare è una formazione fondamentale per la crescita e l’evoluzione socioeconomica dell’individuo.
Libera ognuno di noi dalla dipendenza verso terzi, quando dobbiamo fare scelte importanti che possono condizionare la qualità della nostra vita.

Se non totalmente, ci permette perlomeno di comprendere la bontà o meno di quanto ci viene detto da questi. Senza ritrovarci obbligati ad affidarci a loro ciecamente.

Educazione finanziaria cosa permette di fare

Abbiamo visto come l’alfabetizzazione finanziaria permetta a tutti noi di crescere, evolvere e ci rende maggiormente consapevoli e pronti ad affrontare le scelte di ogni giorno.

Vediamo nella pratica alcune scelte che quotidianamente potremmo essere in grado di prendere consapevolmente, con una giusta base di conoscenze del settore finanziario.
Conoscenze alla portata di ogni individuo, che non necessitano di particolari livelli di istruzione o competenze.

  • Permette di saper gestire il proprio denaro e far quadrare meglio i conti in casa;
  • ottimizzare le spese in base a quelle che sono le entrate;
  • essere in grado d’accantonare una somma di denaro a cui attingere nel momento del bisogno, proporzionalmente a quelle che sono le proprie possibilità. Di conseguenza si riduce anche la propensione all’indebitamento;
  • nel caso in cui ci si ritrovi a contrarre un prestito, essere poi in grado di restituire la somma ottenuta a scadenza e far fronte serenamente alle rate mensili;
  • imparare a comprendere gli elementi fondamentali che compongono un contratto di finanziamento, in particolare il tasso d’interesse applicato;
  • sapersi orientare nella giungla di titoli e strumenti finanziari oggi disponibili. Orientandosi verso quello più adatto alle proprie esigenze;
  • comprendere l’importanza di differenziare i propri investimenti. Così da ridurre il rischio intrinseco in ciascuno di essi.

Questi sono solo alcuni dei molti esempi di cosa l’educazione finanziaria permette di fare!
Certo a tutti possono capitare degli imprevisti economici.
Applicare qualche regola e il buon senso, può però aiutare. Limita gli imprevisti e assicura una sana e il più possibile serena indipendenza economica.
Importante far prendere dimestichezza sin dalla giovane età i ragazzi con questi sani principi.

Consigli utili

Questo deve avvenire nelle scuole quanto all’interno delle famiglie stesse.
Il buon esempio deve partire proprio da qui, iniziate a coinvolgere i vostri figli nelle questioni inerenti alla gestione della casa.
Anche con piccole mansioni accrescendone man mano le responsabilità.

Nelle scuole è invece necessario un intervento mirato che, introduca l’educazione finanziaria come insegnamento. Già in tenera età come avviene in altri Paesi.

Soprattutto in tempi come questi, di incertezza e instabilità politica ed economica.
L’alfabetizzazione finanziaria può rappresentare un importante volano di ripresa.

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